1° Maggio: sindacati all'ospedale S. Chiara per dire 'grazie' a chi lavora in prima linea

Piccola ma importante cerimonia per chi, anche nella Festa del Lavoro, è al lavoro per salvare vite umane

Festa del lavoro per chi anche oggi è al lavoro in prima linea. I sindacati hanno voluto ricordare con una cerimonia simbolica quanti, con il loro impegno e la loro fatica, contribuiscono a fermare la diffusione del virus, a stare a fianco delle persone malate, ed a salvare vite umane. 

Le sezioni trentine di Cgil Cisl Uil hanno deciso di celebrare la Festa del Lavoro all’esterno dell’ospedale Santa Chiara di Trento, insieme agli ordini professionali di medici, infermieri, farmacisti, tecnici sanitari, psicologi e ostetriche e a cui ha preso parte anche l’assessora alla Sanità Stefania Segnana e il direttore dell’Azienda sanitaria, Paolo Bordon. 

Un gesto per dire grazie a chi è impegnato in prima linea: non i medici, gli infermieri, gli oss, il personale delle pulizie dell'ospedale, le forze dell’ordine, ma anche chi opera nella logistica, le lavoratrici e i lavoratori dei supermercati, quelli delle aziende delle filiere essenziali, tutti i lavoratori e le lavoratrici che si prendono cura dei più fragili, quelli che da casa hanno continuato a lavorare continuando a garantire servizi e istruzione.

"La parte più difficile comincia con la fase 2 - questo il messaggio lanciato durante la cerimonia - la ripartenza dovrà avvenire garantendo la massima sicurezza a tutti gli operatori sanitari, perché è così che si tutelano anche i cittadini. Dunque attenzione altissima sui tamponi e sui dispositivi di protezione individuale, ma anche riorganizzazione dei servizi sanitari dando centralità alla medicina territoriale”.

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“Da lunedì comincia una nuova fase, non meno complicata di quella che abbiamo vissuto fino a questo momento - si legge nella nota firmata dai tre segretari sindacali - Avvicinandoci alla fine del lockdown non dobbiamo dimenticare il sacrificio degli operatori sanitari, delle famiglie che hanno perso i loro cari; non dobbiamo dimenticare neanche per un momento che la nostra sanità è arrivata ad un passo dal collasso. Questo ricordo deve essere monito per i nostri comportamenti, come istituzioni e singoli cittadini: tutti dobbiamo essere responsabili, perché dalle nostre scelte dipende la nostra risalita”.

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