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Un momento della manifestazione organizzata dal Centro Antiviolenza sulle Donne Mascherona, davanti al negozio dove Clara e' stata uccisa dall'ex compagno a coltellate. Genova, 20 febbraio 2021. ANSA/LUCA ZENNARO

Un momento della manifestazione organizzata dal Centro Antiviolenza sulle Donne Mascherona, davanti al negozio dove Clara e' stata uccisa dall'ex compagno a coltellate. Genova, 20 febbraio 2021. ANSA/LUCA ZENNARO

Un femminicidio ogni 5 giorni: Deborah decima vittima dall'inizio dell'anno

Il caso di Deborah Saltori a poche ore di distanza da quello di Rossella Placati a Ferrara. Sono dieci le donne uccise dall'inizio del 2021 in Italia

Un femminicidio ogni 5 giorni: è questa la triste cifra che emerge dai 10 casi avvenuti nei primi mesi dell'anno. Quello di Deborah Saltori, in Trentino, è il decimo caso che vede una donna vittima di omicidio in Italia in 53 giorni. Victoria Osagie, Roberta Siragusa, Teodora Casasanta, Sonia Di Maggio, Piera Napoli, Luljeta Heshta, Lidia Peschechera, Clara Ceccarelli, e Rossella Placati, quest'ultima uccisa nello stesso, drammatico, giorno. Donne uccise da uomini, uomini con cui avevano condiviso un pezzo della propria vita. 

Su Deborah Saltori si è abbattuta la furia dell'uomo da cui si stava separando: un colpo d'accetta al collo non le ha dato scampo. Per l'omicidio di Rosella Placati, trovata morta con il cranio fracassato, è stato fermato il compagno. Si aprono fortissimi dubbi su cosa abbiano potuto fare le norme anti-violenza che scattano in questi casi. Nel caso di Deborah Saltori l'ex compagno, ora gravissimo all'ospedale di Trento dopo aver tentato il suicidio, aveva ottenuto il permesso di lavorare nella campagna vicina alla casa della donna, nonostante si trovasse agli arresti domiciliari per violenza domestica. 

"C'è bisogno subito di misure che diano la possibilità alle donne di sottrarsi alla violenza - ha detto, intervistata da Askanews, Antonella Veltri, presidente di Donne in rete contro la violenza -. Come? Il primo passo è credere alle donne quando denunciano, le donne vanno credute se denunciano le violenze. Troppe volte le donne vengono rimandate a casa dopo aver segnalato alle forze dell'ordine situazioni di difficoltà di violenza se non maltrattamenti e stalking. Non vengono credute o la loro denuncia è sottovalutata. L'approccio delle forze dell'ordine, delle procure, degli operatori socio-sanitari deve essere diverso, deve cambiare. Non si possono lasciare andare le donne, sottovalutando le denunce che fanno, perché questo le espone a rischio. E non è un rischio lieve: è un rischio di morte, come vediamo accadere anche questi ultimi giorni".

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