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I famigliari delle vittime di Stava ricordano il Vajont

L'associazione famigliari delle vittime di Stava scrive a quella del Vajont nel 50° anniversario della tragedia: "Vorremmo che queste due tragedie siano d'insegnamento"

"Quanto è successo al Vajont e a Stava dovrebbe servire a fare in modo che le scelte circa le attività economiche e industriali siano oggi scelte complessive, che valutano cioè anche le conseguenze di lungo termine sull'ambiente e sulla sicurezza delle popolazioni". Così scrive l'associazione dei famigliari delle vittime di Stava, il paese trentino dove il 19 luglio 1985 si verificò la tragedia in cui persero la vita 268 persone nello smottamento causato dal crollo del bacino minerario sovrastante. Lo comunicano alle famiglie delle vittime di un'altra tragedia, quella del Vajont, di cui lo scorso 9 ottobre ricorreva l'anniversario.

Due tragedie separate da 22 anni, che evidentemente non sono bastati per imparare: "Sono queste le 'lezioni del Vajont e di Stava' che vorremmo siano d'insegnamento perché non si ripetano incidenti, grandi o piccoli, legati all'uso improprio del territorio e all'uso imprudente dell'acqua per scopi industriali ed economici in genere".

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