Medico senza laurea esercita per anni: "Anche ad insaputa della moglie?"

Il consigliere Cia interviene sul caso del ginecologo senza laurea: in pensione dal 2014, che ha esercitato per 36 anni pur non avendo alcuna qualifica, lavorando nelle ostetricie di vari ospedali del Triveneto, da Portomaggiore, a Riva del Garda, dov’era addirittura primario

Un finto primario all'insaputa della moglie? La domanda è del consigliere provinciale Claudio Cia (Agire per il Trentino), che interviene sul caso del finto ginecologo. L'abuso professionale di A. S., il geometra fintosi ginecologo - in pensione dal 2014, che ha esercitato per 36 anni pur non avendo alcuna qualifica, lavorando nelle ostetricie di vari ospedali del Triveneto, da Portomaggiore, a Riva del Garda, dov’era addirittura primario del reparto di ostetricia e ginecologia dal 1986 al 1993, a Bassano dove è stato ginecologo dal novembre del 1997 al 2014 e, da libero professionista, a Dolo - oltre ad aver causato gravi lesioni ai danni di alcuni bambini, presenta infatti un aspetto che merita alcuni approfondimenti. 

Se è vero che quando scoppiò il caso l'Azienda sanitaria trentina negò di mostrare gli atti relativi alla nomina del geometra, appellandosi alla normativa provinciale in materia, ovvero al decreto 17 del 5 luglio 2007: «Il diritto di accesso agli atti è escluso per i documenti concernenti la vita privata o la riservatezza di persone fisiche, di persone giuridiche, di gruppi, di imprese e di associazioni, con particolare riferimento all’interesse epistolare, professionale, finanziario, industriale e commerciale di cui siano in concreto titolari», è anche vero che risulta ragionevolmente incredibile che A.S. abbia potuto simulare competenze mediche che non aveva, per così tanto tempo, senza che nemmeno i famigliari più stretti ne fossero a conoscenza. Secondo Cia, che ha presentato una interrogazione in Consiglio provinciale sull'argomento, risulta poi che la moglie del falso ginecologo, salvo possibili omonimie, avrebbe ricoperto prima del 1989 incarichi amministrativi come funzionario dell’APSS trentina presso l’unità Sanitaria Locale C9 di Arco, e dal 1989 al 1995 incarichi dirigenziali, più precisamente era Direttore Amministrativo presso la stessa unità Sanitaria Locale. La signora, ricostruisce Cia, è Direttore Servizio Amministrazione del Distretto Centro Sud e dal 01.04.1995 svolge il ruolo di coordinamento e direzione dell'area amministrativa del Distretto nelle successive evoluzioni. Dal 16.05.2016 svolge anche il ruolo di Responsabile del Servizio Gestione Spese con un incarico temporaneo.

Di qui il problema sollevato dal consigliere di Agire: "Ciò che si richiede a ciascun dirigente è che risulti fedele nella verità, ma persiste pure un obbligo di denuncia nel caso si incappi in una "notitia damni", fosse pure del proprio congiunto che lavora nella stessa azienda. Ne consegue l'opportuna richiesta di chiarimenti".  

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