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Elogi di Malagò per il rifugiato che corre la Maratona in 1 ora e 14 minuti

"Una persona capace di correre la mezza maratona in un’ora e quattordici minuti con le scarpe da passeggio: una cosa mostruosa. Veramente. È l’esempio del messaggio sociale di cui lo sport si fa portavoce"

Giovanni Malagò e Ousman Jaiteh

Ha dovuto lasciare il proprio Paese, il Gambia, per cercare sicurezza. Una serenità che sta trovando in Trentino dove è arrivato nel 2015 e oggi Ousman, atleta per vocazione e carpentiere per necessità, lavora e si sta ricostruendo una vita dopo la richiesta di protezione internazionale. Le cronache narrano ormai da un paio d’anni le sue imprese sportive, dalla Trento Half Marathon alle competizoni nel resto d’Italia, sempre ad alto livello e spesso sul podio, anche sul primo gradino. Ma stavolta il riconoscimento è arrivato dalla massima autorità sportiva nazionale, il presidente del Coni, Giovanni Malagò, in occasione dell’inaugurazione, a Trento, della 'Casa dello Sport'. Dopo l’incontro con Ousman e poco prima del taglio del nastro, Malagò ha voluto salutare la comunità trentina. 

"Gianluigi Rosa, atleta rappresentate del mondo paralimpico e la sciatrice Ilaria De Bertolis – ha detto il presidente nazionale del Coni – taglieranno il nastro affiancati da Ousman Jaiteh, podista proveniente dal Gambia che qui in Trentino si è integrato ed ha trovato lavoro come carpentiere. Una persona capace di correre la mezza maratona in un’ora e quattordici minuti con le scarpe da passeggio: una cosa mostruosa. Veramente. È l’esempio del messaggio sociale di cui lo sport si fa portavoce".

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