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Stefano Zambelli e Paolo Collini

Stefano Zambelli e Paolo Collini

Università, si avvicinano le elezioni per scegliere il nuovo rettore

520 voti tra professori, ricercatori di ruolo e a tempo determinato di tipo B. Solo 19 per il Consiglio degli studenti. La scelta è tra Stefano Zambelli e Paolo Collini, entrambi docenti del Dipartimento di Economia e Management

La settimana prossima l'Università di Trento conoscerà il nome del rettore che la guiderà per i prossimi sei anni, dopo la nomina di Daria De Pretis a giudice della Corte costituzionale. A contendersi la carica sono i professori Stefano Zambelli e Paolo Collini, entrambi docenti del Dipartimento di Economia e Management che, nelle ultime settimane, sono stati impegnati in un fitto calendario di incontri in Ateneo per presentare i rispettivi programmi. Le elezioni si terranno in quattro giorni consecutivi: la prima tornata (da cui già potrebbe uscire il nome del rettore) sarà martedì 24 febbraio; la seconda, eventuale, votazione mercoledì 25 febbraio; la terza, eventuale, giovedì 26 febbraio, mentre l'eventuale ballottaggio è in calendario per venerdì 27 febbraio.

Verrà eletto rettore il candidato che abbia riportato il voto della maggioranza assoluta dei votanti (calcolata secondo la formula di ponderazione stabilita dal regolamento generale di Ateneo) sempre che abbia preso parte alla votazione almeno un terzo degli aventi diritto. Se dopo tre votazioni nessun candidato risulterà eletto, si procederà a votazione di ballottaggio tra i due candidati nella terza votazione. La votazione di ballottaggio è valida qualunque sia il numero dei votanti. In caso di parità risulterà eletto il candidato con maggiore anzianità di ruolo o, in caso di ulteriore parità, il candidato con maggiore anzianità anagrafica.

L'elettorato attivo
È composto dalla parte accademica (520 voti tra professori, ricercatori di ruolo e a tempo determinato di tipo B) e dai membri del Consiglio degli Studenti (19 voti); dal personale tecnico-amministrativo e collaboratori esperti linguistici, il cui voto viene pesato in modo da rappresentare il 4% dei voti esprimibili (per un totale di 21,6 voti - ogni voto espresso avrà peso pari allo 0,030); dai dottorandi, titolari di assegni di ricerca e ricercatori a tempo determinato di tipo A, il cui voto viene pesato in modo tale da rappresentare il 2% (per un totale di 10,8 voti - ogni voto espresso avrà peso pari allo 0,009).

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