Narcotrafficanti in Val di Fiemme, ecco come agiva la "banda del bar"

Bar sotto sequestro a Castello di Fiemme, tra gli arrestati ci soono però anche quattro residenti fuori provincia. La droga pura proveniva dall'hinterland milanese

L'esecuzione del sequestro del bar in piazza Segantini a Castello di Fiemme

E' un'organizzazine complessa, con ruoli e "gradi", quella sgominata dai Carabinieri di Cavalese dopo un anno di indagini. Quartier generale dello smercio, ma anche della lavorazione, della cocaina era il Bar Anny, di Castello di Fiemme, ora sotto sequestro.

Le indagini hanno però portato i  militari ad allargare i giro dei sospettati fino a verona e Milano. Dall'hinterland milanese, in particolare dal Comune di Rozzano, proveniva infatti la sostanza pura che veniva poi tagliata in loco e rivenduta nella valle.

Banda di narcotrafficanti in Val di Fiemme, il blitz all'alba

Una banda strutturata, con tanto di "vedette" e "galoppini", con al vertice un italiano ed un albanese. Di composizione mista italo-albanese è, del resto, tutta la banda. Tra i 18 arrestati, di cui 16 in carcere, figurano però anche due nordafricani ed un romeno. 

Consistente la "base" locale: tra i 16 in carcere, con l'aggravante dell'associazione a delinquere, ben 5 sono residenti a Castello-Molina di Fiemme, 4 a Cavalese, 2 in Val di Cembra ed uno a Tesero. I più giovani sono quattro ragazzi di 24-25 anni, il più vecchio un cittadinno marocchino di 53 anni. Quattro le misure di custodia cautelare eseguite  dai Carabinieri trentini nelle province di Verona, Pavia e Milano.  

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