Bar di Fiemme usato per tagliare cocaina: 18 arresti, banda italo-albanese

Un anno di indagini, 18 misure di custodia eseguite all'alba: ecco come funzionava il traffico tra l'hinterland milanese ed il bar di un piccolo paese trentino

Sono durate un anno esatto le indagini che hanno portato all'operazione "Sciamano", coordinata dal Comando  provinciale di Trento, scattata all'alba di martedì 20 novembre: 250 carabinieri coinvolti, con il supporto dell'unità cinofila e dell'elicottero dell'Arma di Laives. 

I militari hanno sgominato una banda dedica al traffico di cocaina ed eroina. Le indagini hanno preso il via nell'ottobre 2017. Il "fulcro" dello smercio era un bar di Castello-Molina di Fiemme, indicato dai clienti come luogo dove procurarsi cocaina a qualsiasi ora.

Il gestore del bar ed il barista, italiani, erano in affari con un "socio" albanese. Di composizione mista, italo-albanese, è, del resto, tutta la banda, formata da 8 persone attive in Val di Fiemme. Le indagini hanno però portato ad allargare il giro dei sospetti spingendo il G.i.p. di Trento ad emettere ben 18 ordinanze di custodia cautelare in carcere, di cui 16 per associazione a delinquere, oltre che per spaccio. 

Il Bar Anny di Castello di Fiemme è sotto sequestro  preventivo. Lì, secondo gli inquirenti, la merce veniva tagliata e rivenduta, lontano da occhi indiscreti, con tanto di "vedette" pronte a segnalare l'arrivo di una pattuglia. 

Caffeina, mannitolo ma anche comuni aspirine fornivano la sostanza da taglio. Le operazioni venivano sorvegliate da "cuochi" esperti, un albanese e due italiani. In particolare un giovane cembrano che avrebbe reperito le sostanze da taglio all'estero attraverso spedizioni via posta.

Per la vendita l'organizzazione poteva contare su "galoppini" fidati, anche in questo caso sia albanesi che italiani intercettando i giovani della valle nei locali più frequentati, principalmente a Cavalese. A gestire la vendita nella zona di Tesero era invece un giardiniere, italiano, insospettabile.

Nel sodalizio c'è anche un cittadino marocchino, che avrebbe trasportato la soostanza pura da Trento al bar della Val di Fiemme in almeno quattro occasioni, una delle quali intercettata dai militari, lo scorso 31 agosto. Il gruppo fiemmese era direttamente collegato a bande di narcotrafficanti lombardi: a Rozzano, nell'hinterland milanese, i carabinieri trentini hanno eseguito una delle misure di custodia cautelari, a carico di un cittadino albanese.

Sono circa un migliaio gli episodi di spaccio documentati in un anno di indagini, tutti nelle valli di Fiemme, Fassa e Cembra. La lista delle sostanze sequestrate annovera 310 grammi di cocaina, 100 grammi di marijuana 200 grammi di hashish, oltre a sostanze e strumenti per il taglio della cocaina.

L’esecuzione delle misure restrittive, delle quali 15 in carcere e 3 agli a arresti domiciliari, ha visto l’impiego di 100 Carabinieri del Comando Compagnia Carabinieri di Cavalese, del Comando Provinciale di Trento e delle unità di Pronto intervento del Comando Provinciale di Trento, supportati da due unità cinofile Antidroga del Nucleo Cinofili Carabinieri di Laives, due unità cinofile antidroga del Comando Provinciale della GdF di Trento, dal Nucleo elicotteri Carabinieri di Bolzano nonché da personale del R.O.S per specifiche attività tecniche.

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