Venerdì, 12 Luglio 2024
L'intervista / Lavarone

"Drago di Vaia? Abbiamo perso un simbolo ma non ci facciamo intimidire"

Il dolore del sindaco di Lavarone Isacco Corradi dopo l'incendio che ha distrutto l'opera d'arte simbolo della ripresa dopo una tempesta distruttiva

“Il drago di Vaia non rappresentava qualcosa solo per la comunità di Lavarone ma per l’intera Alpe cimbra, e aveva iniziato ad essere un’icona anche per il Trentino”. È ancora scosso il sindaco di Lavarone, Isacco Corradi, dopo l’incendio che nella notte di ieri, martedì 22 agosto, ha distrutto la scultura del drago di Vaia.

Lavarone, folla per il drago "superstar"

A Trentotoday, il primo cittadino del comune cimbro racconta come quella dell’opera divorata dalle fiamme sia una perdita difficilmente colmabile: “Per molti era una scultura carica di significato – dichiara -, perché simboleggiava la ripresa dopo un evento come la tempesta Vaia ed era stato costruito con le macerie del maltempo. Il progetto per la sua realizzazione inoltre era stato avviato in un anno difficilissimo come il 2020. Abbiamo perso un autentico simbolo, una testimonianza di come ripartire sia sempre possibile anche quando le cose non vanno bene”. Il sindaco si fa portavoce del dolore di tutta la comunità: “Diventa difficile per noi gestire una perdita simile – prosegue - so che molte persone non hanno dormito la notte scorsa per quanto accaduto. Nel drago si identificavano sogni, speranze e progetti di molti”.

Il post su Facebook del sindaco di Lavarone Isacco Corradi dopo l'incendio che ha distrutto il drago Vaia

Sulle cause dell’incendio sono ancora in corso indagini, anche se non ci sono dubbi sul fatto che le responsabilità siano umane piuttosto che naturali: “Sicuramente la causa è l’atto di un uomo – spiega Corradi -. Che sia doloso o meno non lo sappiamo, non possiamo saperlo adesso e non so neanche se lo sapremo mai perché purtroppo è molto difficile accertare responsabilità in questi casi”. Eppure, dalla sua inaugurazione del 2021, il drago non era mai stato bersaglio di atti vandalici: “Nessuno è mai andato lì per rovinarlo, gli unici precedenti erano imputabili alla stupidità umana. È accaduto ad esempio che qualcuno, volendo fare una foto particolare per i suoi profili social, ci si sia arrampicato sopra o aggrappato, danneggiandolo. Ma nulla che facesse pensare ad un evento simile”, conclude il sindaco.

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