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Il caso dei due papà trentini arriva alla Corte di Cassazione

Due genitori dello stesso sesso, uno dei quali padre biologico di due bambini nati negli USA. Dopo il ricorso del sindaco di Trento il caso arriva alla suprema corte

Sarà discusso dalle sezioni unite della Corte di Cassazione il caso dei due padri già esaminato dalla Corte d'Appello di Trento che esattamente un anno fa riconobbe, per la prima volta in Italia, il legame tra i due bambini ed il padre non genetico. Il caso si riferisce ad una coppia omosessuale con due figli, nati negli USA da uno dei due partner ed un'altra donna,  attraverso la cosiddetta maternità "surrogata". 

La paternità era già stata riconosciuta dallo Stato dell'Ontario, dove i due bambini sono nati. La Corte di Appello aveva stabilito l'efficacia della sentenza americana. Il Procuratore Generale ed il Sindaco di Trento, insieme al Ministero dell'Interno, hanno presentato due distinti ricorsi ed ora sul caso è chiamata a pronunciarsi la Suprema Corte.

Il nodo questa volta è di natura processuale: Procura, Sindaco e Ministero sono parti titolate ad impugnare le decisioni della Corte d'Appello? Questa la questione che dovrà essere risolta. "Siamo convinti che le Sezioni unite confermeranno la nostra tesi, condivisa ad oggi da almeno tre corti di appello e da alcuni tribunali, che il fatto che una sentenza imponga ad un Comune di aggiornare i registri di stato civile non consenta alla pubblica amministrazione di ingerirsi nella vita privata di persone e famiglie intervenendo in giudizio. Una tale visione dello Stato è incompatibile con la Costituzione repubblica" spiega l'avvocato trentino Alexander Schuster.
 

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