Cronaca San Giuseppe / Via del Travai

Alex Zanotelli e don Gallo ricordano la figura di don Dante Clauser

"Ringrazio il Signore perchè don Dante è stato uno stimolo costante per ricordare all'opulento Trentino a non dimenticare gli emarginati e gli esclusi spesso nascosti agli occhi dei trentini"

Riceviamo e pubblichiamo l'intervento del padre comboniano e prete di strada Alex Zanotelli e di don Andrea Gallo in ricordo di don Dante Clauser. Pensiamo siano due testimonianze più vere dei tanti "coccodrilli" istituzionali che circolano da un paio di giorni a questa parte. E un buon modo per ricordare un grande uomo come don Dante.

"A tutti voi amici e collaboratori di Don Dante giunge il mio pensiero e la mia preghiera in questo momento doloroso per tutti voi. Abbiamo tutti perso un compagno di traversata, un grande amico dal cuore grande. A voi dico il mio grazie per il dono di questo uomo di Dio, un grazie per la sua amicizia, un'amicizia che si è approfondita nel tempo. Non potrò mai dimenticare la visita di Don Dante insieme con Don Vittorio Cristelli nella baraccopoli di Korogocho a Nairobi. E' stata una boccata d'ossigeno per me che iniziavo la mia immersione nel mondo degli impoveriti. Ci siamo ritrovati con la stessa passione per una chiesa dei poveri  e per una chiesa povera.Da quel momento Don Dante e il Punto d'incontro sono diventati per me parte di quel Sogno che ci ha accomunati, il Sogno di un mondo'altro'. Ringrazio il Signore perchè don Dante è stato uno stimolo costante per ricordare all'opulento Trentino a non dimenticare gli emarginati e gli esclusi spesso nascosti agli occhi dei Trentini. E chiedo a voi tutti, amici e collaboratori di don Dante e del Punto d'incontro di continuare l'opera da lui lanciata. E' solo l'inizio. Ci attendono tempi difficili. Chiedo e imploro che il Papà doni a tutti noi un cuore di carne, capace di amare. E' stata questa la grande lezione di don Dante. Grazie, fratello e amico dei poveri per l'esempio che ci hai dato".

Alex Zanotelli

"Caro Don Dante, avrei desiderato con tutto il Cuore presenziare alla tua Liturgia con tante sorelle e numerosi fratelli in Cristo, e con i fratelli, le sorelle di altre religioni, con gli atei e gli agnostici e soprattutto con i perdenti, fragili, gli “ultimi”.

Da oltre trent’anni eri il mio Fratello Maggiore, il mio Maestro. Custodisco ancora il tuo regalo: un San Francesco intagliato nell'albero Pace e Bene.
Sei stato un Uomo, un Prete che cammina.
Senza sosta cammina.
Si direbbe che il riposo ti era vietato.
Hai ricevuto di tutto in faccia, senza mai allentare il passo.
Sei sempre andato diritto alla porta dell'Umano, aspettando che si aprisse.
Non dicevi mai: “ Amatemi”.
A Tutti, senza distinzioni, soavemente suggerivi: “Amatevi”.
Ho sempre apprezzato in te la tua tenerezza e durezza.
Come colui che spezza, brucia e riconforta.
Portavi umilmente al dito un diamante: la Bontà.
Nel Trentino si lavora il legno.
Tu hai lavorato i cuori, diversi e più duri del legno.
Lo so che non ti aspettavi nulla dalla Chiesa, una santa, apostolica.
La tua casa. La tua vita era un dono totale alla sequela di Gesù il Cristo risorto e vivo.
La Provincia autonoma di Trento ti dovrebbe dedicare una vetta delle sue meravigliose montagne.
Perchè, caro Don Dante sei “Roccia e su questa Roccia”, vogliamo rinnovare il nostro spirito, ben saldi sulla tua Testimonianza evangelica, povera, conciliare, gloriosa.
Ciao Dante, sei andato a prepararci un posto nel Regno.
GRAZIE "

DON ANDREA GALLO
prete del marciapiede

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