Cronaca

Trento, vìola il divieto di avvicinamento alla madre e finisce in carcere

L'uomo era già stato allontanato ma è andato lo stesso dalla madre, l'avrebbe aggredita ancora ma l'attenzione di un vicino di casa ha permesso ai militari di intervenire, mettere in sicurezza la donna e portare il giovane in carcere

Un 32enne trentino, già destinatario della misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento alla madre, a causa delle continue condotte violente, alle quali per anni aveva sottoposto la donna e per le quali era già stato condannato, è stato tratto in arresto e associato al carcere.

I carabinieri della Compagnia di Trento, a metà febbraio, dopo un intervento all’interno della loro abitazione e sulla base dei successivi accertamenti, avevano messo l’uomo a giudizio della magistratura per le forti aggressioni verso la madre, determinate soprattutto dall’esigenza di denaro e che erano giunte, per impedirle di chiedere aiuto, a sottrarle anche il telefono cellulare.

A seguito degli accertamenti che hanno reso chiaro lo stato di sopraffazione, in cui era costretta a vivere l’anziana signora, l’Autorità Giudiziaria, su richiesta della Procura della Repubblica di Trento, ha emesso il provvedimento cautelare di allontanamento, che avrebbe dovuto far cessare la penosa situazione.

Differentemente, malgrado la misura, a metà aprile i carabinieri della Sezione Radiomobile sono stati nuovamente chiamati a intervenire nell’abitazione della donna, su segnalazione di un vicino, per un litigio in corso. I militari, giunti sul posto, hanno trovato l’uomo nell’appartamento, in violazione del provvedimento, mentre l’anziana madre era nuovamente esposta alle sue aggressioni, in forte stato di agitazione.

È stato possibile accertare che il giovane ha più volte violato il divieto di avvicinamento, sempre per la pretesa di denaro, come accaduto anche quella mattina, quando sottratto il bancomat alla donna, ha effettuato diversi indebiti prelievi di contante. La mancata osservanza della misura e la continua violenza hanno portato l’uomo in carcere, nella Casa Circondariale di Spini di Gardolo.

L’attenzione e il senso civico di un vicino di casa, in questa situazione, ha consentito ai carabinieri di intervenire e interrompere il circolo di violenza e oppressione denunciata.

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