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Vigili del Fuoco e Guardia Costiera durante le ricerche - Foto © Bresciatoday.it

Vigili del Fuoco e Guardia Costiera durante le ricerche - Foto © Bresciatoday.it

Scomparso nel lago, ritorna all'albergo dopo tre giorni: ecco la storia di Maik

La notizia sembrava delle più tragiche: i sommozzatori cercavano il corpo in fondo al lago di Garda, ma lui era vivo, aggrappato alle rocce, fino a trovare la strada di casa

"Ho vagato nei boschi e bevuto l'acqua del lago, non sapevo dov'ero, non ricordavo nulla". Queste le prime parole di Maik Diederich, il 42enne scomparso nelle acque del lago di Garda e ritrovato tre giorni dopo, quando ormai si erano perse le speranze. Una storia che ha dell'incredibile, raccontata sulle pagine del quotidiano online Brescia Today (clicca qui), che ha intervistato il sopravvissuto.

Tre giorni e due notti all'addiaccio

Maik racconta di aver ripreso conoscenza quando è stato portato dalla corrente contro alcuni scogli, in una spieggetta non lontana da quella in cui era entrato in acqua per fare un bagno. La moglie Anja e le figlie non lo hanno visto tornare ed hanno lanciato l'allarme. Per cercarlo si sono mobilitati Vigili del Fuoco, Guardia Costiera e sommozzatori: nessuna traccia per tre giorni. 

Ecco l'intervista al sopravvissuto, clicca qui...

Nel frattempo Maik ha resistito con tutte le forze aggrappato alle rocce, spaesato ma determinato a sopravvivere. Ha passato due notti all'addiaccio, vestito solamente con il costume, ed ha bevuto l'acqua del lago. Ricordandosi pian piano dove fosse ha ritrovato la strada del residence dove si trovava in vacanza per riabbiracciare finalmente moglie e figlie, nonchè i genitori nel frattempo arrivati da Amburgo. 

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