menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Derivazioni elettriche: la commissione approva il piano, sì alla diga sull'Adige

Nel pomeriggio di ieri la terza Commissione del Consiglio provinciale  si è espressa all’unanimità a favore del Piano di tutela delle acque proposto dalla Giunta provinciale e illustrato dall’assessore competente, Mauro Gilmozzi. Il nuovo Piano, che aggiorna quello del 2004, non chiude in assoluto a nuove concessioni di piccole derivazioni idroelettriche, ma consentirebbe anche la realizzazione del discusso impianto sull’Adige all’altezza di Pomarolo e Volano, purché, con apposite soluzioni tecniche garantisca "la salvaguardia del territorio e dell'agricoltura" ha spiegato l'assessore Gilmozzi,

In pratica ogni progetto, da parte di privati, per una derivazione elettrica (sotto i 3000 kw) sull'Adige dovrà garantire che il livello della falda rimanga quello attuale, anche dopo la costruzione di uno sbarramento, per scongiurare il pericolo di alluvione nelle campagne. Quella dell'Adige resterebbe, secondo quanto riferito da Gilmozzi, l'unica concessione possibile (ricordando che attualmente in Trentino le piccole derivazioni sono già 411 servite da 600 opere di presa).

Per quanto riguarda invece il fiume Noce, oggetto di una petizione per la tutela del paesaggio a fini turistici (la proposta è addirittura di farne un parco fluviale) , secondo l'assessore "il problema non si pone" dato che il Piano prevede l'utilizzo del fiume solo fino a Santa Giustina dove è già presente la diga più alta d'Europa realizzata negli anni '50. Anche per Brenta, Sarca e Avisio non è ipotizzabile rilasciare nuove concessioni, anche se per quest'ultimo ci sarebbe spazio tra Stramentizzo e Predazzo.

Rimane infine la questione della qualità delle acque in relazione all'inquinamento industriale: secondo quanto contenuto nel Piano le situazioni critiche in Trentino sono due, entrambe in prossimità di cartiere. La soluzione prospettata dal documento è lo spostamento del punto di scarico oppure l'immissione di maggiore quantità d'acqua in modo da "diluire" le sostanze immesse nel fiume. 

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Il Trentino rischia la zona rossa? 

Attualità

Covid, sintesi del nuovo Dpcm

Attualità

Giovo è in zona rossa, cosa si può fare?

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

TrentoToday è in caricamento