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Mori: doppio monitoraggio per la roccia di 500 metri cubi che minaccia il paese

Il diedro che sovrasta il borgo sarà un sorvegliato speciale grazie al monitoraggio continuo dei tecnici provinciali. Lunedì incontro con il sindaco ed i residenti del quartiere a rischio

E' un "sorvegliato speciale" il diedro di roccia di 500 metri cubi, alto più  di dieci metri, che sovrasta, e minaccia, il paese di Mori. Il rischio di crolli riguarda la zona di  via Teatro. Del resto fenomeni di crolli e frane non sono nuovi nel paese lagarino: l'anno scorso dei grossi  massi arrivarono fino all'abitato  di Ravazzone, e la ferrata di Monte Albano, amatissima dagli alpinisti, è da anni oggetto di continue chiusure e riaperture a causa di frane sul sentiero ed instabilità delle rocce.

Il monitoraggio da parte dei tecnici provinciali prosegue, spiega il Comune in una nota, ed entro i prossimi 10-15 giorni sarà attivato un sistema di "doppio monitoraggio" continuo. L'obiettivo è misurare, con strumenti ottici e rilievi sul campo, eventuali deformazioni e spostamenti della roccia.

La stazione di controllo potrebbe essere ospitata sul terrazzino del teatro civico, che guarda proprio verso la parete rocciosa. Il sindaco Stefano Barozzi ha convocato i proprietari degli  edifici potenzialmente interessati ed il comitato  di quartiere "Davicoloavicolo" per lunedì prossimo alle  18. Saranno presenti  i dirigenti della Protezione Civile per fornire ogni spiegazione  sull'intero intervento. 

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