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Detenuto muore in carcere: negata l'autopsia

A chiedere di eseguire un'autopsia sono stati i legali della madre ma oggi il Procuratore Amato ha respinto la richiesta: "Non ci sono sospetti di reato". Secondo la dichiarazione del medico è stato un arresto cardiaco che ha stroncato la vita del 28enne

Lo scorso 29 ottobre un detenuto di 28 anni è stato ritrovato privo di sensi nel bagno della cella. Gli agenti penitenziari e gli uomini del 118 hanno provato a rianimarlo ma non c'è stato nulla da fare. Il medico legale ne ha constatato la morte per arresto cardiaco.

Non ne è convinta però la madre del giovane che si è rivolta all'Osservatorio permanente per le morti in carcere spiegando che oggi è stata respinta la sua richiesta di eseguire un'autopsia sul corpo del figlio.

Secondo il Procuratore capo di Trento Giuseppe Amato non ci sono gli estremi per disporre l'autopsia, mancando sospetti di reato. Il detenuto si trovava in carcere per resistenza a pubblico ufficiale con una pena detentiva di 4 mesi di cui ne aveva già scontati tre. Essendo stato tossicodipendente in carcere seguiva una terapia in cui gli veniva somministrato il metadone, sostituto sintetico degli oppiacei. 

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