Discoteche, frontiere, assembramenti: in arrivo il Decreto di luglio

Nuovo decreto in vista della scadenza delle misure prese lo scorso 11 giugno, ecco cosa (non) cambierà

Discoteche e fiere: il divieto di apertura sarà esteso fino al 31 luglio data in cui, verosimilmente, cadrà il divieto di assembramenti in Italia. Il condizionale è ancora d'obbligo visto che il nuovo Decreto del presidente del Consiglio Giuseppe Conte è atteso per martedì 14 luglio, giorno in cui scadranno i provvedimenti presi con il precedente Dpcm dell'11 giugno. Per la proroga del cosiddetto stato d'emergenza è invece necessaria una delibera del Consiglio dei ministri, ma questo è un altro tema. 

Per quanto riguarda viaggi e frontiere il Dpcm di luglio dovrebbe contenere la conferma del divieto di ingresso per chi ha soggiornato negli ultimi 14 giorni nei 13 Paesi che sono al di sotto dei coefficienti minimi di sicurezza relativi alla percentuale di incidenza della pandemia. La lista potrebbe subire qualche modifica in quanto sono in corso le ultime valutazioni sui Paesi da aggiungere o togliere: se ne saprà di più a breve. Attualmente il divieto di ingresso e transito in Italia riguarda chi nei quattordici giorni antecedenti ha soggiornato o è transitato in questi 13 Paesi: Armenia, Bahrein, Bangladesh, Brasile, Bosnia Erzegovina, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana. Relativamente alle misure sul divieto di ingresso il nuovo Dpcm potrebbe prevedere anche la possibilità di rimpatrio immediato.

Per il resto si prorogano fino al 31 luglio tutti i provvedimenti previsti dal Dpcm dell'11 giugno.Ad esempio, nei luoghi di culto si devono continuare ad adottare misure tali da evitare assembramenti. Cinema, teatri e auditorium continueranno ad avere posti a sedere preassegnati e distanziati, rispettando la distanza di almeno un metro (ad eccezione dei conviventi) e con un massimo di mille spettatori per spettacoli all'aperto e 200 in luoghi chiusi. Bar, pub, ristoranti, gelaterie e pasticcerie restano aperti con le consuete norme anti-contagio.

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Restano sempre in vigore i protocolli di sicurezza come condizione di apertura delle attività produttive e commerciali, bisogna assicurarsi che la distanza interpersonale di almeno un metro sia sempre rispettata, e che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare nei locali più del necessario. Continua a esserci anche l'obbligo in tutta Italia di indossare la mascherina nei luoghi chiusi accessibili al pubblico, compresi i mezzi di trasporto e in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza. Rimane l'applicazione della sanzione penale per chi viola la quarantena obbligatoria.

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