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Il Trentino invecchia e gli stranieri ci mantengono giovani

I 46 mila stranieri residenti hanno, in media, 12 anni in meno della popolazione complessiva: questo contribuisce a ringiovanire i trentini, che hanno un'età media di 42,2 anni. E aumenta l'incidenza degli anziani

La popolazione residente in Trentino è in continua e costante crescita nell'ultimo ventennio. Attualmente si cresce in un solo anno quasi come un tempo (tra il 1981 e il 1991) si cresceva in dieci anni. Lo rivela la pubblicazione "La popolazione residente in provincia di Trento attraverso l'anagrafe e i flussi demografici", disponibile sul sito del Servizio statistica della Provincia (www.statistica.provincia.tn.it).

Il volume complessivo degli iscritti all'anagrafe, provenienti sia dall'Italia che dall'estero, è stato pari a circa 12.000 unità fino alla fine degli anni Novanta, per poi crescere progressivamente fino alle circa 20.000 degli anni più recenti. 
 
L’età media della popolazione attualmente è pari a 42,2 anni ed appare crescente nel tempo; distinta per genere, è di 40,6 anni per i maschi e 43,7 per le femmine, confermando la maggior presenza delle donne nelle età più anziane. Dal 1986 ad oggi l’età media è aumentata di circa 4 anni sia nel valore complessivo che distinta per genere.
 
L’indice di carico sociale è calcolato rapportando la popolazione in età non lavorativa (convenzionalmente “a carico” perché giovane o anziana) a quella in età lavorativa (tra i 15 ed i 64 anni): nel corso del tempo ha subìto contenute modificazioni nel suo valore complessivo, passando dal 45,7 degli anno ’80 al 53,0 nel 2009, mostrando che la quota di persone “a carico” è pari a circa la metà delle persone in età lavorativa. Distinto per genere, ammonta a 47,9 per i maschi e 58,3 per le femmine. Scomponendo l’indicatore nelle sue due componenti (i giovani e gli anziani) risulta che la quota più rilevante del “peso” è imputabile alla componente anziana e che l’incremento del valore dell’indice è legato al progressivo invecchiamento della popolazione.
 
Analizzando la componente straniera, si rileva che attualmente gli stranieri residenti in provincia di Trento sono poco più di 46.000: la loro consistenza è andata via via crescendo a partire dall’inizio degli anni Novanta. Distinti per genere, sono costituiti per il 51,5% da donne. La prevalenza della componente femminile è un fenomeno recente ed è collegato anche alla presenza delle badanti. Negli anni Novanta e fino al 2006 la quota più consistente era, infatti, rappresentata dai maschi, che inizialmente erano quasi il doppio delle femmine. La comunità straniera con la maggior consistenza numerica è quella romena, seguita a lunga distanza da quelle marocchina e macedone.
 
La popolazione straniera è nettamente più giovane e questo contribuisce a rendere relativamente più giovane la struttura per età della popolazione trentina. Nel 2009 l’età media degli stranieri è pari a 30,3 anni (29,2 anni per i maschi e a 31,3 anni per le femmine). La popolazione straniera ha, quindi, mediamente 12 anni in meno di quella complessiva trentina. Anche la natalità degli stranieri contribuisce in modo determinante a sostenere il peso della componente giovane. Nel 2009 il tasso di natalità risulta pari a 20,2‰ per gli stranieri e a 9,3‰ per gli italiani; nel complesso, determinato sulla popolazione totale, ammonta invece a 10,3‰.
 
L’area sensibilmente più giovane è quella del Comun General de Fascia (età media pari a 40,2 anni) mentre la Magnifica Comunità degli Altopiani cimbri è la zona più anziana, con un’età media pari a 45,9.
 
Il numero medio di figli per donna dagli anni Sessanta in poi ha subito notevoli modificazioni. Nel 1964, anno del baby-boom, la donna trentina partoriva in media 2,8 figli, per poi calare fino a 1,3 nel 1984. Attualmente risulta pari a 1,53. La provincia di Trento si colloca al secondo posto nella graduatoria nazionale, dopo la provincia di Bolzano, da sempre tra le aree con la più elevata fecondità in Italia. A livello internazionale, invece, la provincia di Trento si situa ad un livello molto lontano da quello di altri paesi europei, quali Francia e Regno Unito, prossimi a 2 figli per donna.
 
La speranza di vita alla nascita (o vita media) indica il numero medio di anni che una persona si attende di vivere al momento della nascita. Dal 1982 ad oggi è cresciuta di circa nove anni per i maschi e sette per le femmine; attualmente gli uomini vivono mediamente 79 anni e le donne 85, ma la differenza si sta progressivamente riducendo.
 
In conseguenza dell’allungamento della vita media, aumenta l’incidenza sia degli anziani (di 65 anni ed oltre) che dei grandi anziani (di 80 anni ed oltre), in particolare per la componente femminile.  L’indice di vecchiaia, costruito rapportando il numero degli anziani (di 65 anni ed oltre) al numero dei giovani (fino a 14 anni compiuti), è triplicato dal 1961 ad oggi, passando dal 42,2% al 126,0%. Distinto per genere, l’indice di vecchiaia si differenzia in modo significativo: nel 2009 è pari a 100,6 per i maschi e a 153,0 per le femmine.
 
A livello di Comunità di Valle esistono differenze significative: il Comun General de Fascia si conferma come l’area più giovane del Trentino (96,7 anziani ogni 100 giovani), mentre nella Magnifica Comunità degli Altopiani cimbri e nella Comunità di Primiero si rileva la maggior presenza di anziani (rispettivamente 199,6 e 149,9 ogni 100 giovani).
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