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Danni al meleto dei vicini per migliaia di euro: scoperti dai carabinieri con un video

Si aggirano attorno ai diecimila euro i danni provocati dai "vandali", ovvero padre e figli di un nucleo familiare rivale, denunciati dai carabinieri di Revò

Non c'è solo la natura a minacciare le mele in val di Non: a volte il peggior nemico del contadino è... il vicino. Se nelle campagne della valle dell'Adige non sono infrequenti i casi di viti tranciate in serie in questo caso ai "vandali" è bastato tranciare qualche cavo d'acciaio. L'episodio risale ad una decina di giorni fa: la e scena che si è presentata davanti agli occhi di un agricoltore di Revò è stata quella di decine di piante di melo crollate sotto il peso dei frutti maturi, fortuatamente molte piante, ben radicate, hanno retto. Qualcuno aveva tranciato i cavi di acciaio che sorreggevano le piante.

Il danno potenzialmente arrecabile avrebbe potuto aggirarsi sulle centinaia di migliaia di euro, assicurano i carabinierii: se tutte le  piante fossero crollate l'intero raccolto sarebbbe andato perduto. I tre "vandali" dunque dovevano per forza essere esperti agricoltori: questo  hanno pensato i militari una volta raccolta la denuncia della vittima. "Con l’approssimarsi della raccolta, sarebbero tornati a colpire in quel meleto dove, nel recente passato, i danneggiamenti erano diventati pressoché sistematici" raccontano i militari del Comando di Cles.

Una telecamera montata trai filari ha permesso di riprenderli e di identificarli a colpo sicuro: "sono tutti componenti di uno stesso nucleo famigliare. Si tratta di un sessantenne e dei suoi due figli, che di anni ne hanno rispettivamente 31 e 27" si legge nella nota. Insomma proprio come nelle peggiori faide un intero gruppo familiare si è mosso per danneggiare il raccolto di un'altra famiglia.

Il motivo è naturalmente oggetto di approfondimenti da parte dei carabinieri, ma rimane sconosciuto anche se l'ipotesi è quella di un litigio per questioni di "confini": Poiché i frutteti delle parti in causa confinano, è credibile che i tre non abbiano benaccetto qualche atteggiamento del confinante e siano così arrivati a nutrire nei suoi confronti avversioni che li abbiano spinti a percorrere la spregevole strada della vendetta privata".

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