Dramma in montagna: ricercatore dell'Università di Trento cade in un crepaccio

Sempre più sottile il filo della speranza per Daniele Catorci, dopo 24 ore di ricerche

Lunghe, interminabili, ore di apprensione, e anche di speranza. Una speranza sempre più esile: Daniele Catorci, 27enne originario di Camerino e dottorando all'Università di Trento, è scivolato in un crepaccio sul ghiacciaio del Gran Paradiso. Da ormai quasi 48 ore si trova a 30 metri di profodità, dove è precipitato in seguito ad una rovinosa caduta. Le speranze che sia ancora vivo sono praticamente nulle.

La speranza si spegne: trovato il corpo di Daniele

Il ragazzo stava effettuando la scalata del ghiacciaio lungo la parete nord insieme ad un amico, Saša Polimanti, 28enne di Macerata, quando il ghiaccio sotto i loro piedi ha ceduto facendoli precipitare. Daniele è stato inghiottito dal crepaccio. L'amico, che è riuscito a mettersi in salvo, ha lanciato l'allarme mettendo in moto la macchina delle ricerche.

Il video delle operazioni di recupero

L'incidente è avvenuto nel pomeriggio di sabato 27 giugno. Il padre di Daniele, membro del Cai di Camerino, ha raggiunto la Val d'Aosta per seguire le operazioni di ricerca del Soccorso Alpino e della Guardia di Finanza. Le ricerche, sospese con il calare del buio, sono ricominciate all'alba di domenica 28 giugno, ma con il passare delle ore la speranza si è affievolita fino a spegnersi.

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Daniele Catorci si era diplomato all'Università di Camerino in Chimica e seguiva un dottorato di ricerca in Scienze biomolecolari al Dipartimento d Fisica di Povo, dove era anche esercitatore di Chimica. Era una promessa dell'alpinismo. Le operazioni riprenderanno lunedì all'alba, ma sono difficilissime: il corpo si trova a circa 30 metri di profondità, nel ghiaccio. Nella cavità è stato individuato lo zaino. Si parla, ormai, di recupero della salma. 

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