L’incantesimo delle parole di Dacia Maraini: "Per convivere dobbiamo sublimare"

Dacia critica da una parte la scuola italiana, che forza gli studenti a chiamare il preside "dirigente", rimandando ad un'ambiente aziendale che non li stimola. Dall'altro lato elogia i tanti insegnanti italiani che mettono tutti loro stessi

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrentoToday

Il libro presentato è "La bambina e il sognatore", che narra la storia del maestro che tutti vorrebbero avere: Nani Sapienza. Egli considera i bambini, come dice il suo nome, come piccoli saggi, che hanno bisogno di essere istruiti e motivati per far uscire le loro emozioni. Il maestro fa questo utilizzando favole, come ad esempio quelle dei fratelli Grimm, che lo aiutano a demolire l'odio verso il prossimo e a trasmettere valori importanti, come l'integrazione, ai suoi studenti. Facendo questo va contro alla preside della scuola, convinta che il maestro, avendo un metodo innovativo, vada contro il programma tradizionale. Durante la storia il maestro fa tutto ciò che è in suo potere per liberare una bambina rapita, sua studente, toccando la sensibilità di un pubblico che comprende tutti i sessi e le razze. Ciò che il maestro, prima voce narrante maschile nelle opere di Dacia Maraini, prova a fare e ciò in cui lui e la scrittrice si identificano, è che per convivere bisogna sublimare. Infatti tutti quanti dentro di noi abbiamo la possibilità di fare del male, ma dobbiamo imparare a rispettare l'altro. Questo si può fare tramite la cultura e l'istruzione, dice la Maraini. La scuola e l'istruzione sono infatti temi sottolineati più volte durante questo incontro, che ha visto la sala di Corte Trapp completamente riempita.

Dacia critica da una parte la scuola italiana, che forza gli studenti a chiamare il preside "dirigente", rimandando ad un'ambiente aziendale che non li stimola. Dall'altro lato elogia i tanti insegnanti italiani che mettono tutti loro stessi per trasmettere valori e formare i loro studenti, facendo ancora di più di ciò che è dovuto. La scuola, per la Maraini, non deve essere un luogo dove collezionare informazioni, ma formare la mente degli studenti per eliminare odio e pregiudizi. L'autrice discute di questi temi durante l'incontro appunto perché nel suo libro "la bambina e il sognatore" sono trattati temi di grandissima attualità, tra i più importanti pedofilia, razzismo, integrazione, femminicidio e violenza che hanno tutti come comune denominatore l'ignoranza. "La democrazia deve essere costruita tramite la scuola e la cultura", dice la scrittrice Il tema maggiormente trattato nell'incontro è stato la violenza e l'abuso sulle donne, che ha attratto una grande affluenza di pubblico femminile.

La scrittrice cerca di trovare una spiegazione a queste crudeltà, dicendo che il femminicidio è un atto storico, che non ha nulla a che vedere con la natura dell'uomo. Nella società in cui viviamo oggi, uno dei più grandi cambiamenti avvenuti nell'ultimo secolo è la nuova autonomia della donna, che non sempre viene accettata da tutti. Un bambino non nasce infatti violento, ma i più deboli e i più ignoranti, quelli che identificano la propria virilità con la proprietà, non accettano il cambiamento e l'emancipazione femminile. Questo aspetto si individua in tutti i casi di violenza ed abuso di donne e bambini. "Io ti amo e quindi ti posseggo" la sintesi di Dacia Maraini. Il libro non descrive solo la crudeltà della violenza, ma dà anche un messaggio di grande fiducia e speranza: il bene vince sempre sul male alla fine. Serena Oss Papot, stagista al tbf17 della classe 4A liceo linguistico del Marie Curie di Pergine Valsugana

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