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La cultura in Trentino vale quasi 400 milioni di euro

I quasi 72 milioni della Provincia incidono sul suo bilancio complessivo per lo 0,72%. Nel 2009 le amministrazioni comunali hanno speso 60 milioni di euro, con un incremento rispetto al 2008 di circa il 10%

La dimensione complessiva del settore culturale in Trentino si stima per il 2009 attorno ai 381 milioni di euro. Emerge dal primo Rapporto annuale sulle attività culturali 2010 che ha visto la luce dopo un lungo lavoro condotto in collaborazione con la Fondazione Fitzcarraldo di Torino.

La composizione di questa cifra può essere così riassunta: 139 milioni la spesa pubblica, delle fondazioni bancarie e le erogazioni liberali, dove i maggiori contributori sono rispettivamente la Provincia (72 milioni) e i Comuni (59 milioni). Mentre 242 milioni rappresentano la somma delle spese degli individui e la dimensione economica delle industrie creative (vedi allegato statistico). Nel conteggio complessivo sono presenti alcune parziali sovrapposizioni dei budget, come nel caso dei trasferimenti della Provincia ai Comuni, che, tuttavia, dovrebbero essere compensate da una stima molto prudenziale del settore  privato e dell’industria creativa che appaiono più estesi e articolati rispetto alle banche dati ufficiali che ne rappresentano le principali dimensioni.
 
I quasi 72 milioni della Provincia incidono sul suo bilancio complessivo per lo 0,72%, in modo assai simile a quanto avviene per la Regione Piemonte (0,73%). A livello nazionale l’incidenza delle spese del Ministero per i Beni e le Attività Culturali sul totale delle spese fa registrare un magro 0,25%. Tuttavia le differenze emergono in maniera significativa se le dimensioni economiche vengono tradotte in spesa pro capite. La sola spesa della Provincia di Trento per la cultura rappresenta annualmente 144 € per abitante (contro i 20 € della Regione Piemonte); l’insieme della spesa pubblica, delle fondazioni bancarie e delle erogazioni liberali sale a 264 € pro capite (contro gli 80 € del Piemonte) e la dimensione economica complessiva del settore culturale dà luogo a una cifra pro capite pari a 725 € contro i 383 € del Piemonte.
 
Non solo: nel 2009 le amministrazioni comunali in Trentino hanno speso per le funzioni legate alla cultura circa 60 milioni di euro, con un incremento rispetto al 2008 di circa il 10% ascrivibile principalmente all’aumento del sostegno alle attività culturali (+28,5%); ciò si riflette in maniera speculare sulla divisione della spesa tra spese correnti e in conto capitale in quanto, nel 2009, le prime hanno rappresentato il 58% del totale delle risorse per la cultura.
 
Per ciò che concerne l’occupazione, i dati subiscono anche forti oscillazioni a seconda dello strumento adottato per definire il settore culturale. 
Se l’Istat censisce circa 3.094 occupati nel settore “ricreazione e cultura”, le stime e i censimenti dell’occupazione da parte dell’Osservatorio Trentino individuano una cifra di 3.257 occupati che rappresenterebbero l’1,4% circa degli occupati in Trentino. Secondo l’Istituto Tagliacarne, invece, che include nel settore culturale una definizione allargata delle industrie creative e dei mestieri culturali arrivando a comprendere l’architettura e il settore edilizio legato ai restauri, la stima salirebbe in modo notevole: stando, infatti, al’indagine 2008 gli occupati nel settore dei beni, attività e industrie culturali nella regione del Trentino Alto-Adige erano quantificabili in 17mila unità.
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