Nuovo CSO Bruno a Piedicastello: firmato il comodato d'uso

L'assegnazione del nuovo stabile è linea con la filosofia di recupero degli spazi non utilizzati secondo i/le ragazzi/e del centro sociale trentino. Ad ottobre ripartono le attività: "abbiamo sempre autofinanziato i nostri spazi, senza mai trarne lucro"

I portavoce del Centro Sociale Bruno chiariscono la loro posizione in merito al trasferimento, ormai ufficiale, del centro sociale in uno stabile a Piedicastello: "un quartiere che sentiamo già nostro" dicono rispondendo alle lamentele degli abitanti raccolte in questi giorni dalla stampa locale "noi ci mettiamo la faccia, come sempre, ci siamo assunti la responsabilità politica di questo nuovo passaggio, all'interno di un percorso che dura da 12 anni, non abbiamo mai detto agli altri quello che devono fare e non accetteremo morali dai gruppettari di vocazione".

A differenza dello spazio occupato di via Dogana, lo stabile in cui si trasferirà il Bruno è stato individuato dalla Provincia, che ne è proprietaria tramite la società Patrimonio del Trentino e che lo concederà ai ragazzi e alle ragazze del Bruno in comodato d'uso. C'è chi solleva una questione di incoerenza in questo passaggio ma gli (ormai ex) occupanti assicurano: "il comodato d'uso non snatura il nostro percorso di autogestione, premesso che per noi occupare e liberare spazi è legittimo, e che questa rimane una pratica di riappropriazione della ricchezza negata da incoraggiare e sostenere, fin dall’inizio del nostro cammino abbiamo scritto che l’occupazione per noi rappresentava uno strumento del nostro agire politico e non il fine".

Ed effettivamente, occupato o concesso, l'edificio di via Brescia è, continuano, "un altro stabile vuoto e inutilizzato, che sarà nostra premura autorecuperare, diverrà uno spazio di incontro, aperto a tutte le generazioni nel quale si promuoverà la cultura, l’arte e la musica, con particolare attenzione al territorio nella sua molteplicità di espressioni e forme. Al suo interno si promuoverà la solidarietà e la cooperazione tra i soggetti e le generazioni, valori etici fondamentali quali l’antirazzismo e l’antifascismo, la salvaguardia dei beni comuni, le differenze di genere. Un “presidio sociale” permanente, un laboratorio di democrazia insorgente del quartiere e della città".

Le attività, fonte di autofinanziamento nonchè scopo dell'azione sociale del centro, potrebbero partire già a ottobre.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Proverbi trentini di gennaio: tra viole, lucertole, neve e santi

  • Coniugi bolzanini scomparsi: trovati degli indumenti nell'Adige a sud di Trento

  • Il Trentino rimane zona gialla, unico territorio in tutto il Nord Italia

  • Covid, il Trentino rischia la zona arancione?

  • Tragedia in A22, Vitcor non ce l'ha fatta

  • Nuovo decreto: confermato il divieto di spostamento fino al 15 febbraio

Torna su
TrentoToday è in caricamento