Sabato, 18 Settembre 2021
Cronaca

Covid, non preoccupano i tassi di ospedalizzazione: il Trentino resta in zona bianca

La Provincia scende da rischio moderato a basso. In tutta Italia calano Rt e incidenza

Immagine di repertorio

Il Trentino resta in zona bianca. I dati più importanti, e cioè quelli relativi al tasso di occupazione dei posti letto in area medica (al momento il 4%) e in terapia intensiva (zero), sono ampliamente sotto la soglia critica. Per il resto, come riporta anche Today citando i dati del monitoraggio dell'Istituto superiore di sanità, la Sicilia sarà in zona gialla, con Sardegna e Calabria ancora in zona bianca. Le regole in vigore prevedono il passaggio in zona gialla quando si supera la soglia di 50 nuovi casi positivi a settimana su 100mila abitanti, quando i posti letto occupati in terapia intensiva sono oltre il 10% e quando i ricoveri in area medica sono oltre il 15%. Tutti e tre i parametri devono essere superati. La situazione negli ospedali "salva" Sardegna e Calabria, che resteranno in zona bianca almeno fino al 19 settembre.

Zona gialla: le regioni dal 13 settembre 2021

A meno di sorprese improbabili in giallo resterà solo la Sicilia. Il monitoraggio dell'Istituto superiore di sanità del venerdì, che poi decide in cabina di regia quali Regioni cambiano colore dal lunedì successivo, guarda i dati del martedì precedente e, a meno di un livello di incidenza al limite tra due colori (non è il caso di questa settimana), non servono poteri divinatori per sapere cosa accade dopo il monitoraggio Iss. Altro elemento importante: la Sicilia non rischia la zona arancione, a differenza di quanto si poteva ipotizzare la scorsa settimana. L'incidenza dei casi su 100mila è a 148.7, sotto la soglia di 150 che potrebbe portare verso l'arancione se accompagnata da una pressione in crescita sugli ospedali. Invece la Sicilia non oltrepassa nessuna soglia della zona arancione, nonostante superi e di molto tutte e tre le soglie della zona gialla. La zona arancione, con maggiori restrizioni, non sembra una prospettiva per nessuna regione, almeno nelle prossime 2 settimane.

Rt ancora in calo in Italia a 0,92, ma aumentano i ricoveri

Dalla bozza del monitoraggio settimanale di ministero della Salute e Iss sull'epidemia da Covid-19, all'esame della cabina di regia, emerge che continua a scendere, nel periodo 18-31 agosto 2021, l'Rt medio nazionale calcolato sui casi sintomatici di covid che è stato pari a 0,92 (range 0,79-1,02), al di sotto della soglia epidemica. La settimana precedente registrava un valore pari a 0.97. Scende anche l'incidenza dei casi ogni 100mila abitanti (ed è questo uno degli indicatori decisionali chiave per le eventuali misure) che passa, nel valore nazionale, da 74 della scorsa settimana a 64 di quest'ultima (periodo 3-9 settembre).

Sono solo 3 le regioni italiane a rischio moderato, contro le 17 della scorsa settimana: si tratta di Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Provincia autonoma di Bolzano. Tutte le altre sono a rischio basso. In diminuzione il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (13.546 vs 15.951 della settimana precedente). La percentuale dei casi rilevati attraverso l'attività di tracciamento dei contatti diminuisce leggermente (33% vs 34% la scorsa settimana). Cala leggermente anche la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (43% vs 44%). Infine, il 23% è stato diagnosticato attraverso attività di screening, dato in aumento rispetto alla settimana precedente.

ll tasso di occupazione in terapia intensiva è ancora in lieve aumento al 6,2% (rilevazione giornaliera del ministero della Salute), con il numero di persone ricoverate in aumento da 544 (dato del 31/08/2021) a 563 (dato del 7/09/2021). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale aumenta leggermente al 7,4%: il numero di persone ricoverate in queste aree è in aumento da 4.252 (dato del 31/08/2021) a 4.307 (dato del 7/09/2021).

Ecco gli ultimi dati Agenas, la prima percentuale quantifica i ricoveri in terapia intensiva, la seconda quelli in area medica:

Abruzzo 3% – 6%
Basilicata 3% – 14%
Calabria 7% – 18%
Campania 4% – 10%
Emilia-Romagna 5% – 5%
Friuli-Venezia Giulia 7% – 4%
Lazio 6% – 7%
Liguria 4% – 5%
Lombardia 4% – 6%
Marche 11% – 6%
Molise 0% – 7%
Bolzano 7% – 4%
Trento 0% – 4%
Piemonte 3% – 3%
Puglia 5% – 7%
Sardegna 12% – 14%
Sicilia 13% – 22%
Toscana 10% – 8%
Umbria 7% – 7%
Valle d’Aosta 0% – 1%
Veneto 5% – 4%

Zona gialla e zona bianca: cosa cambia

Nelle regioni in zona gialla non ci sono grossi cambiamenti rispetto alla zona bianca. Cosa si può fare? Cosa è vietato? In zona gialla, e quindi attualmente solo in Sicilia, è in vigore l'obbligo di indossare le mascherine all'aperto. Non c'è coprifuoco, abolito a giugno (e difficilmente tornerà). Capitolo spostamenti: si può entrare e uscire dalla regione in zona gialla ed è possibile raggiungere le seconde case fuori regione a prescindere dal colore della zona di partenza e di arrivo.

Rispetto alla zona bianca, non cambiano le funzioni del green pass: il certificato verde - per vaccinati, guariti o soggetti negativi a tamponi - permette l'accesso a ristoranti e bar al chiuso, dove vige il limite di 4 persone al tavolo, a meno che non si tratti di conviventi.

All'aperto, il servizio può essere offerto a tutti. Il green pass è indispensabile per l'accesso ad una serie di attività e servizi, e anche per lavorare in determinati settori. Capitolo sport: come stabilisce l'ultimo decreto covid, negli impianti di una regione in zona gialla "la capienza consentita non può essere superiore al 25% di quella massima autorizzata e, comunque, il numero massimo di spettatori non può essere superiore a 2.500 per gli impianti all'aperto e a 1.000 per gli impianti al chiuso".

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