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Martedì, 9 Agosto 2022
Cronaca

Gimbe: "Aumento dei nuovi casi in Trentino"

Mentre il panorama generale vede un'inversione della curva generale, in provincia di Trento si registra un peggioramento. Cartabellotta: "Usare le mascherine al chiuso e vaccinarsi"

Inversione della curva dei nuovi casi positivi al coronavirus, in Italia, secondo quanto riporta il monitoraggio della fondazione Gimbe per la settimana tra il 13 e il 19 luglio. In Trentino, però, nella settimana in esame, si registra una performance in peggioramento per i casi attualmente positivi per 100mila abitanti (1507) e si evidenzia un aumento dei nuovi casi (17,6%) rispetto alla settimana precedente.  Sopra media nazionale i posti letto in area medica (18,6%) mentre sono sotto media nazionale i posti letto in terapia intensiva (3,3%) occupati da pazienti covid-19.

La percentuale di popolazione over 5 anni che non ha ricevuto nessuna dose di vaccino è pari al 5,1% (media Italia 7,7%) a cui aggiungere la popolazione over 5 anni temporaneamente protetta, in quanto guarita da covid-19 da meno di 180 giorni, pari al 5,5%; la percentuale di popolazione over 5 anni che non ha ricevuto la terza dose di vaccino è pari a 13,8% (media Italia 10,8%) a cui aggiungere la popolazione over 5 anni guarita da meno di 120 giorni, che non può ricevere la terza dose nell'immediato, pari al 3,2%.

Il tasso di copertura vaccinale con quarta dose (persone immunocompromesse) è del 20,4% (media Italia 58,4%). Il tasso di copertura vaccinale con quarta dose (over 80, ospiti Rsa e fragili fascia 60-79) è del 10,3% (media Italia 8,3%).

La popolazione 5-11 che ha completato il ciclo vaccinale è pari 31,7% (media Italia 35%) a cui aggiungere un ulteriore 3,1% (media Italia 3,3%) solo con prima dose. I nuovi casi per 100.000 abitanti dell'ultima settimana per la provincia di Trento sono pari a 1.030 (+17,6% rispetto alla settimana precedente).

“Dopo 5 settimane di aumento - dichiara Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - il numero dei nuovi casi settimanali registra una flessione (-13,3% rispetto alla settimana precedente). Nella settimana 13-19 luglio i nuovi casi si attestano oltre quota 631 mila, con una media mobile a 7 giorni che si colloca intorno a 90 mila casi al giorno”. L’incidenza supera i 500 casi per 100.000 abitanti in tutte le Province, A Trento è di 1030.

Reinfezioni

Secondo l’ultimo report dell’Istituto Superiore di Sanità, nel periodo 24 agosto 2021-13 luglio 2022 sono state registrate in Italia oltre 738 mila reinfezioni, pari al 4,9% del totale dei casi. La loro incidenza nella settimana 6-13 luglio si è attestata all’11,7% (n. 79.179 reinfezioni), in aumento rispetto alla settimana precedente (10,8%).

Ospedalizzazioni

“Sul fronte degli ospedali - afferma Marco Mosti, direttore operativo della Fondazione Gimbe - prosegue l’aumento dei ricoveri sia in area medica (+12,9%) che in terapia intensiva (+10,1%)”. In particolare, nelle ultime cinque settimane i ricoveri sono più che raddoppiati in area critica (da 183 il 12 giugno a 413 il 19 luglio), mentre sono quasi triplicati in area medica (da 4.076 il 11 giugno a 10.975 il 19 luglio). Al 19 luglio il tasso nazionale di occupazione da parte di pazienti COVID è del 17,1% in area medica (dall’8,9% del Piemonte al 42,9% dell’Umbria) e del 4,5% in area critica (dallo 0% della Basilicata al 10,2% della Calabria.

“Aumentano ancora gli ingressi in terapia intensiva - puntualizza Mosti - anche se in misura minore rispetto alla scorsa settimana: la media mobile a 7 giorni è di 49 ingressi/die rispetto ai 47 della settimana precedente”.

Decessi

Continua a crescere il numero dei decessi: 823 negli ultimi 7 giorni (di cui 75 riferiti a periodi precedenti), con una media di 118 al giorno rispetto ai 99 della settimana precedente.

Secondo i dati pubblicati dall’ultimo report dell’Istituto Superiore di Sanità, relativi ai decessi di persone con diagnosi di covid-19 tra il 20 maggio e il 19 giugno 2022, il tasso di mortalità per 100.000 persone è molto più elevato tra i non vaccinati che tra i vaccinati con tre dosi: 7 vs 1,5 per la fascia 60-79 anni e 95,6 vs 11,8 per gli over 80. Tuttavia, per l’enorme differenza tra la popolazione di vaccinati con tre dosi (oltre 39,1 milioni) e non vaccinati (6,84 milioni), il numero assoluto di decessi è più elevato tra i vaccinati con tre dosi (n. 616) che tra i non vaccinati (n. 205); tra questi oltre i due terzi riguardano gli over 80 e oltre il 93% gli over 60.  “Con il progressivo declino della protezione vaccinale nei confronti della malattia grave dopo 120 giorni dalla terza dose - spiega il Presidente - il secondo richiamo (quarta dose) rappresenta dunque un vero e proprio trattamento ‘salvavita’, in particolare negli over 80”.

“A metà luglio - conclude Cartabellotta - dopo il raggiungimento del picco è iniziata la discesa dei nuovi casi, che tuttavia potrebbe essere più lenta del previsto a causa del numero molto elevato di casi non noti alle statistiche ufficiali che rappresentano un moltiplicatore dei contagi. Infatti, gli oltre 1,45 milioni di positivi potrebbero essere in realtà almeno il doppio per diverse ragioni: mancata esecuzione del tampone nonostante i sintomi o il contatto con un caso covid-19; mancata comunicazione della positività al test ‘fai da te’; falsi negativi al test in autosomministrazione. Ecco perché, indipendentemente dalla velocità di discesa della curva dei nuovi contagi, nelle prossime settimane è verosimile un aumento dei ricoveri, più in area medica che in terapia intensiva, e dei decessi che oggi con una media di 118 al giorno sono già tornati ai livelli di due mesi fa. Le soluzioni sono sempre le stesse: usare le mascherine al chiuso, specialmente in locali affollati e poco aerati, per limitare la circolazione virale; effettuare la terza dose (oltre 5,1 milioni di persone potrebbero riceverla subito) e, soprattutto, somministrare il prima possibile la quarta dose a over 60 e fragili”.

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