Restare a casa è impossibile per i senza dimora, il Punto d'Incontro è in forte difficoltà

Con il decreto si riducono gli spazi, e quindi i posti. Lanciata una raccolta fondi per guanti e mascherine

Restare a casa, come impone il decreto Conte sull'emergenza coronavirus, è impossibile per chi una casa non ce l'ha. A prendere le difese delle persone senza dimora è l'Assemblea Antirazzista di Trento, che chiede al Comune di mettere in atto tutti i provvedimenti necessari per prendersi cura di chi vive in strada, e non può chiudersi in casa come giustamente sta facendo la maggioranza dei trentini.

"Una persona senza dimora stabile, infatti, è esposta a maggiore pericolo di essere contagiata, rischiando, costretta a vivere per strada, di divenire veicolo di contagio - si legge in un comunicato stampa dell'Assemblea -. Considerata l’attuale emergenza, la mancata adozione di misure idonee ad impedire il permanere di tale situazione, rischia di divenire causa di aggravamento dell’epidemia".

Il Punto d'Incontro, ente di riferimento per l'accoglienza sociale in città, è in forte difficoltà. Gli spazi sono stati riadattati per rispettare le distanze prescritte dal decreto, e ciò significa chiaramente una riduzione dei posti. Sono attivi i servizi docce, guardaroba, colazione, accoglienza e pranzo. Garantire la sicurezza di tutti, volontari e ospiti, è però una sfida quotidiana.

"Oltre alle risposte ai bisogni primari - spiegano i responsabili del Punto d'Incontro - si cerca di ridare conforto e vicinanza a chi, senza casa e senza famiglia, sta in questi giorni vivendo momenti di particolare tensione e di paura sentendosi ancora più solo. Non è facile, perché le difficoltà sono tante, dobbiamo aumentare ore agli operatori, aumentare i passaggi delle pulizie, disinfettare costantemente ogni superficie, e soprattutto i bagni e le docce, cercando di tutelare al massimo “la casa di chi non ha casa”. Allo stesso tempo i dispositivi di protezione quando si riescono a trovare sono costosissimi". E' stata lanciata una campagna di raccolta fondi per l'acquisto di mascherine, guanti e gel disinfettante.

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"Il Punto di Incontro - denuncia l'Assemblea Antirazzista - non può e non deve essere lasciato solo a fornire un posto coperto durante il giorno. Le norme di sicurezza impongono delle distanze necessarie anche per il consumo dei pasti che per questo devono avvenire a più turni e che comportano momenti di attesa all’esterno della struttura. Anche per quanto riguarda le misure adottate dalle strutture di accoglienza notturne (che hanno anticipato l’orario di rientro serale) non si può ritenere siano sufficienti a contenere i contagi".

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