Coronavirus: i casi in Trentino sono 26. I lombardi arrivati prima del decreto possono rimanere

Aggiornamento purtroppo quotidiano sul numero di casi. Folla nelle zone sciistiche, ma molti lombardi sono rientrati a casa

E' ormai continuo l'aggiornamento sui casi di coronavirus in Trentino. L'assessore Segnana alle 18.30 di domenica 8 marzo ha dichiarato che ci sono altri 8 casi in provincia, ed i contagiati risultano quindi essere 26. Si tratta, ha detto l'assessore, di casi legati a quelli già diffusi ieri, tranne uno: un uomo di 69 anni che s è presentato al Pronto Soccorso di Trento e ora che si trova nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Rovereto. Il figlio, in isolamento, lavora in Lombardia e naturalmente ha avuto contatti con il padre nei giorni scorsi.

Tutti gli altri casi non sono gravi. Si tratta di un sessantenne e di un ventenne di Trento, entrambi a casa in buone condizioni; due donne della Val di Cembra, legate al precedente caso in valle, anch'esse in isolamento domestico; due donne di Tione, una di 48 e l'altra di 70 anni, la seconda ricoverata al reparto Malattie Infettive di Trento. L'assessore ha ricordato che i tamponi finora eseguiti in Trentino sono stati 228, di cui 181 negativi. 

Lombardia "blindata", ma per muoversi basta un'autodichiarazione

"Pur in una situazione che a livello di numeri si va aggravando l'indagine epidemiologica fatta sui vari casi di oggi ci fa dire che c'è un forte collegamento tra i casi e che siamo riusciti a ricostruire tutti i passaggi. Per quanto riguarda le piste da sci: nella giornata di ieri è accaduto qualcosa di psiacevole, oggi ho fatto una ricognizione e la situazione era sostanzialmente regolare. La gran parte degli impianti hanno rispettato gli spazi in fila. Ricordiamo che il nostro territorio non prevede obblighi di chiusura degli impianti di risalita" ha commentato il presidente della Provincia Maurizio Fugatti. Nella mattinata di lunedì 9 marzo, però, è stata decisa la chiusura totale degli impianti fino a nuovo ordine.

Coronavirus: piste chiuse in Trentino ed in Alto Adige

Per quanto riguarda i posti di blocco al confine con la Lombardia, regione isolata dal decreto del Governo, Fugatti ha detto di aver posto la questione nella conferenza a distanza avuta oggi con Roma. I turisti lombardi che sono entrati in Trentino prima del decreto, ovvero prima della mezzanotte di sabato 7 marzo, possono rimanere.

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Ecco il modulo di autocertificazione per "comprovate necessità"

Altrettanto legittimi sono gli spostamenti, anche in giornata, di chi abita in Trentino ma lavora in Lombardia, mentre viceversa i lombardi che dovranno entrare in Trentino per lavoro lo potranno fare per "comprovate necessità" da giustificare direttamente agli agenti. La stessa cosa vale per le merci, sia su rotaia che su gomma. I treni passeggeri per la Lombardia restano attivi.

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