Coronavirus: 13 decessi, calo in terapia intensiva. Si pensa a due case di riposo solo per Covid

I dati comunicati dal presidente della Provincia: "La curva si è appiattita ma non possiamo rischiare che torni a crescere"

"Stiamo pensando a ripartire, insieme ad imprenditori e sindacati, con delle proposte che faremo oggi o domani anche al Governo, ragionando su quali ambiti o settori si possono riaprire". E' quanto ha comunicato il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti nella quotidiana conferenza stampa sulla situazione coronavirus in Trentino, situazione che vede nelle ultime 24 ore 89 contagi, di cui 47 nelle case di riposo, e purtroppo altri 13 decessi. I casi registrati fino ad oggi salgono a 3431 persone contagiate, 268 le vittime, 462 i guariti.

Case di Riposo: gli ospiti contagiati potranno essere trasferiti

"Abbiamo a cuore la situazione all'interno delle case di riposo - ha detto il governatore - nei giorni scorso in situazioni di criticità abbiamo messo in atto un affiancamento con una task force dell'Azienda sanitaria che dà consigli organizzativi e sanitari". L'idea è quella di dedicare due Rsa, a quanto pare a Pergine ed a Volano, per soli pazienti anziani malati di Covid. "Individueremo strutture apposite dove i pazienti saranno curati" ha confermato il presidente. Un segnale positivo arriva dal progressivo calo delle persone ricoverate in terapia intensiva: "oggi sono 69, questa è una buona notizia perchè ci permette di avere maggiore tranquillità rispetto ai 100 posti di terapia intensiva in Trentino".

Ripresa: si pensa prima alle attività all'aperto

Riguardo alla ripresa delle attività economiche Fugatti ha messo sul tavolo le prime idee: "bisogna ragionare su quali potrebbero essere i primi settori: penso ai cantieri boschivi, cave, manutenzioni, cantieri fluviali e stradali, tutte le attività in cui l'imprenditore opera da solo o con i suoi stretti familiari, in generale molte attività all'aperto, oltre naturalmente all'agricotura, che non si ferma" ha detto Fugatti.

Il comandante dei vigili: "Coltivare l'orto lontano da casa è vietato"

Riguardo alle restrizioni, in particolare nel Comune di Trento dove i dubbi e le perplessità sull'interpretazione delle norme continuano a crescere, è intervenuto il comandante della Polizia Locale Lino Giacomoni: "l'attività motoria, che è diversa da quella sportiva, è permessa nelle vicinanze della propria abitazione. Significa a pochi minuti da casa, quindi non chilometri. Riguardo alla coltivazione dell'orto lontano da casa ci arrivano molte richieste di informazioni, ma occorre dire che non è un'esigenza lavorativa, nè di salute nè una necessità, ed è dunque vietato a meno che non sia un'attività svolta in qualità di imprnditore agricolo di prima o seconda categoria".

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