Coronavirus: "fase stabile", 9 decessi. Fugatti: "Le regole non cambiano, restiamo a casa"

Il presidente della Provincia autonoma di Trento fa chiarezza sulle "passeggiate" con i figli: "Non è cambiato nulla"

Il personale dell'ospedale di Arco in questo periodo di emergenza, foto: VVFF Arco

"Siamo in una situazione in cui il contagio si è stabilizzato, ma siamo ancora in emergenza". Così il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti ha aperto il quotidiano collegamento su Facebook per aggiornare i media e la popolazione sulla situazione coronavirus in Trentino mercoledì 1 aprile. Il totale dei casi dall'inizio dell'emergenza è di 2.574 persone contagiate (2.217 attualmente positivi e 193 dimessi). Le vittime fino ad ora sono 173. 
 

"Numeri ancora importanti, sicuramente in calo ma il dato è ancora negativo" ha detto presentando i dati delle ultime 24 ore: 9 decessi, 97 nuovi casi di contagio, di cui 96 accertati con tampone. "Siamo di fronte ad una crescita dei tamponi effettuati, oggi più di 600, l'obiettivo è di 1.500. Con l'aumentare dei tamponi fatti aumenteranno anche i contagi - ha spiegato il governatore -. La guardia deve restare alta, occorre continuare a rispettare le regole. Le persone in terapia intensiva sono 75, questo ci dà una certa tranquillità rispetto ai posti disponibili che dopo l'ampliamento sono più di 100. Siamo riusciti a garantire le cure a tutti i trentini ed abbiamo anche offerto la nostra solidarietà ad altri territori: bisogna dirlo". Il riferimento è ad un servizio polemico andato in onda nella trasmissione di Peter Gomez su la Nove.

Passeggiate con figli e jogging: "Non è cambiato nulla"

Ieri c'è stato un equivoco sulle ordinanze del ministero: non è cambiato nulla, bisogna stare in casa. Se uno vuole uscire, al di là delle esigenze di lavoro e di salute, lo fa nelle immediate vicinanze di casa. La spesa in un altro comune non si può fare. Insomma: qui da noi non è cambiato nulla" ha ribadito Fugatti riferendosi al chiarimento del Ministero dell'Interno, ripreso dai media come una presunta "svolta", quale non è, sulla possibilità per un genitore di uscire di casa con i figli.

Cinquemila kit di test rapidi ed un milione di mascherine: queste le nuove forniture annunciate dal governatore per il sistema trentino. Le mascherine, ha detto, saranno anche distribuite ai comuni sul territorio trentino: sono un milione qundi, ha detto Fugatti, saranno ne saranno date due a testa, ad ogni trentino

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 I kit per diagnosticare la malattia saranno invece utilizzati in precedenza "per garantire chi lavora in prima linea". Il presidente ha poi ricordato la donazione da un milione di euro dell'Università di Trento per eseguire fino a 30.000 tamponi. Le donazioni da privati, inoltre, hanno ormai superato i 5 milioni di euro, direttamente a disposizioned dell'Apss, da parte di quasi 10.000 cittadini, associazioni o aziende.
 

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