Il Corecom restituisce ai trentini 380mila euro, ma l'ente è sottodimensionato

Boom di contatti per l'ente garante delle telecomunicazioni. Il presidente Buzzi chiede un aumento di organico. Sempre più i trentini che scelgono la conciliazione

La sede del Corecom

Sempre più trentini si rivolgono al Corecom, il comitato di garanzia per le comunicazioni, per risolvere controversie riguardo a telefonia, tv e internet. L'attività negli ultimi sette anni è quasi triplicata (+161%), e l'aumento delle conciliazioni del 2015 è aumentato del 29% rispetto all'anno precedente. I dati sono stati diffusi nell'annuale presentazione del bilancio di attività che si è tenuta oggi presso il palazzo della Provincia.

Nell'arco del 2015 sono stati contabilizzati 8462 contatti e si sono svolte 745 udienze di conciliazione, con una percentuale di accordi andati a buon fine pari al 94,49%. Ma c'è anche un risvolto economico interessante: per effetto e conseguenza diretta delle conciliazioni concluse dal Corecom, è tornata ai cittadini una somma di oltre 380mila euro.

Di fronte ad un aumento così importante dell'attività il presidente del Corecom Carlo Buzzi ha denunciato una situazzione di pianta organica fortemente sottodimensionata rispetto al carico di lavooro del comitato. "Questa situazione caratterizzata dalla precarietà e dall'emergenza", ha detto lanciando un chiaro messaggio al Consiglio provinciale presso il quale è incardinato l'organismo, "appare difficilmente sostenibile".

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