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Superstore chiusi il 25 aprile e 1° maggio: "Un accordo storico"

Siglato l'accordo tra i sindacati e Trento Sviluppo per la chiusura dei due grandi punti vendita della cooperazione a Trento e Rovereto dove sono occupati complessivamente più di 300 dipendenti. "Un accordo storico, nello spirito della cooperazione" dicono i tre segretari "ricordiamo che il lavoro festivo non è obbligo"

Cgil, Cisl e UIl del Trentino hanno definito "storico" l'accordo siglato oggi con Trento Sviluppo per la chiusura dei Supersotre Coop di Trento e di Rovereto nelle giornate del 25 aprile e del 1° maggio. Giornate festive per i trecento dipendenti dei due grandi punti vendida della cooperazione. «Si tratta di un primo passo – spiegano i tre segretari di categoria – per restituire alle lavoratrici e ai lavoratori il diritto al riposo nelle giornate festive. Va dato atto a Trento Sviluppo srl di aver interpretato fedelmente i valori della cooperazione. Confidiamo che questo accordo si diffonda nelle altre società della distribuzione cooperativa, ma anche in tutto il settore. La liberalizzazione selvaggia non serva a nulla: non garantisce maggior fatturato alle aziende e non favorisce i lavoratori che, a fronte di un minimo vantaggio economico, nelle giornate festive non trovano alcun servizio di conciliazione. Il lavoro festivo non è un obbligo, ricordiamo quindi a tutti gli addetti del settore che possono liberamente rifiutarsi di lavorare durante le giornate di festa nazionale, senza incorrere in alcun provvedimento disciplinare". 

Sull'apertura domenicale e festiva degli esercizi commerciali ha depositato una mozione in consiglio provinciale il leghista Civettini chiedendo alla Provincia di "mitigare" le liberalizzazioni di orario previste dal decreto "Salva Italia" di Monti. Civettini ricorda che anche la Giunta della passata legislatura si era schierata contro la liberalizzazione degli orari inserendo un impegno a carico dell'esecutivo di questa legislsatura nella legge provinciale 9 del 15 maggio 2013: presentare entro un anno, quindi entro metà mese, un disegno di legge per "coordinare" gli effetti della liberalizzazione. "Gli esercizi commerciali aperti di domenica assumano altri dipendenti, oppure si preveda un massimo di aperture domenicali" queste le proposte di Civettini. 

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