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Ristrutturano casa a Storo ma abitano in Marocco, denunciati

Una coppia di cittadini italiani, di origini marocchine, ha chiesto ed ottenuto i contributi per la ristrutturazione della prima casa erogati dalla Comunità di Valle, oltre al sussidio provinciale per nuclei familiari. Ora rischiano una pena da sei mesi a quattro anni

Erano tornati a vivere in Marocco ma percepivano ugualmente gli assegni famigliari ed i contributi per la prima casa erogati dalla Provincia autonoma di Trento. Ora rischiano fino a quattro anni di reclusione per indebita percezione di contributi pubblici. Accuse tutte da dimostrare visto che il caso non è così semplice a livello burocratico: i due, marito e moglie, di origini marocchine ma italiani a tutti gli effetti, hanno abitato per lungo tempo a Storo ottenendo, oltre alla residenza, la cittadinanza italiana.

Hanno chiesto ed ottenuto regolarmente i contributi contestati, salvo poi prendere la decisione di ritornare in patria. Le indagini della Polizia locale sono iniziate nel 2013 quando la famiglia si era già trasferita, ed era rientrata in Trentino per un breve periodo di tre mesi, alla nascita del terzo figlio. Ad insospettire gli agenti è stata la decisione di ritirare il figlio dalla scuola locale, per iscriverlo a scuola in patria. I contributi oggetto di contestazione sono relativi a quelli per famiglie numerose e all'assegno regionale al nucleo familiare erogati dalla PAT e al finanziamento erogato per acquisto e risanamento alloggio da parte della Comunità di Valle delle Giudicarie.

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