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Cronaca

Contratti di manutenzione degli ascensori: attenzione alle clausole

Sono stati emanati alcuni provvedimenti dell'Autorità competente che dichiarano vessatorie alcune clausole riguardo a risarcimenti, penali, disdetta e conformità. Il Centro di Tutela dei consumatori invita a leggere attentamente le clausole riportate sul contratto

Penali eccessive in caso di recesso, tempi lunghissimi di preavviso per la disdetta o ancora risarcimenti limitati in caso di malfunzionamento. Sono queste alcune delle clausole di contratti di manutenzione degli ascensori dichiarate vessatorie dall'Autorità garante della concorrenza (antitrust). Si tratta di contratti di fornitura usati da alcune ditte leader del mercato come Schindler, Otis, Thyssenkrupp, MIa, Kone, Ceam, Monti e Capozza. 


Le clausole contestate sono state ritenute vessatorie poichè mettevano i manutentori in una posizione dominante rispetto al cliente (persona fisica o giuridica, come nel caso di un condominio o di un'azienda). Bisogna dunque prestare attenzione al contratto e, in caso si ricontrino una o più clausole sospette si può contattare in Centro di Ricerca e Tutela dei Comsumatori e degli Utenti (CRTCU in via Petrarca a Trento).

Un esempio: alcuni contratti prevedono, in caso di recesso, una penale pari al pagamento dell'intero canone, in alcuni casi fino a cinque anni, oppure tempi troppo lunghi di preavviso in caso di disdetta, anche fino a sei mesi con un contratto di un anno. Vi sono poi clausole che limitano o escludono addirittura i risarcimenti in caso di sinistri dovuti al malfunzionamento dell'ascensore, o che riducono da due anni a uno la garanzia legale di conformità. 

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