Cronaca

Concessionarie e contenziosi con il fisco, appello alla politica

I titolari di alcune concessionarie trentine hanno spiegato le loro ragioni in merito all'assolvimento dell'Iva in caso di auto comprate all'estero. "Siamo in regola", dicono. Ma L'Agenzia delle entrate di il contrario

Hanno chiesto un incontro con la giunta e il consiglio provinciale perché i contenziosi fiscali che hanno in atto con lo Stato e l'Agenzia delle entrate. Così ieri Aurelio Michelon (titolare della spazio auto di Lavis), Stefano Nucida e Rolando Gerola ( Automobile Due di Rovereto), Pierluigi Rigotti (Rpl auto di Trento) e Bruno Scoz (Trento car) hanno deciso di presentare la loro istanza al consiglio provinciale e a tre assessori, Rossi, Olivi e Panizza. Tre di questi concessionari - Michelno 2,5 milioni; Nucida e Gerola 8 e Scoz 600 mila euro - hanno dei contenziosi aperti con l'Agenzia delle entrate per l'assolvimento dell'obbligo dell'Iva sull'acquisto di automobili in altri paesi europei. Quello che si contesta è proprio l'interpretazione data alla legge da parte dell'ente di riscossione dello Stato.

I titolari delle concessionarie sostengono di essere in regola con il fisco ma la Finanza e la stessa Agenzia delle entrate, invece, dicono il contrario. Ci sono state anche delle inchieste per dichiarazioni Iva fraudolente: una archiviata a Trento e una arrivata invece alla condanna sia in primo grado che in appello a Rovereto.  Molti consiglieri provinciali si sono detti solidali. Per l'assessore Olivi il problema sarebbe proprio la cattiva interpretazione della norma statale.

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