Venerdì, 14 Maggio 2021
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Frode milionaria: nei guai un commercialista roveretano ed il "socio"

Fatture gonfiate ed Iva non pagata tramite una società "ad hoc", sequestrata anche una villa sul lago di Garda

La Guardia di Finanza di Trento ha denunciato due noti professionisti per aver emesso e utilizzato, l’uno in concorso con l’altro, fatture false per oltre un milione e mezzo nell’arco di un quadriennio, il tutto per consentire a una società di elaborazione dati, della quale sono co-amministratori, di non pagare l’IVA dovuta.

L’operazione, condotta dai Finanzieri della Compagnia di Rovereto, è iniziata nel settembre 2017: le Fiamme Gialle stavano indagando un roveretano perché sospettato di esercitare abusivamente, non avendone i titoli necessari, la professione di esperto contabile e consulente del lavoro. Le indagini hanno coinvolto anche un vero commercialista.

Durante le indagini i Finanzieri hanno controllato la contabilità della società di elaborazione di dati con sede a Rovereto, di cui il professionista abusivo era amministratore, ed è subito balzata all’occhio la presenza di molte fatture registrate che erano state emesse da un noto commercialista locale che aveva interessi economici nella società controllata pur non figurandovi come socio: gli importi delle fatture costituivano circa il 90% dell’intero volume d’affari della società.

Una frode fiscale milionaria perpetrata dal 2014 al 2017 dal commercialista e dal suo "socio", il quale non inseriva i pagamenti dovuti al commercialista sulla base delle fatture “gonfiate” come compensi, ma come prestiti personali, dunque sottraendoli al regime impositivo sui redditi a carico di entrambi.

Le operazioni contabili sono state analizzate dalle Fiamme Gialle di Rovereto, anche tramite indagine bancaria. I finanzieri hanno ricostruito nell’arco di un quadriennio l’emissione di fatture “gonfiate” per complessivi 1.706.120,89 euro, con un’evasione di IVA pari a 307.661,15 euro.

Sono stati sequestrati 166.661,20 euro depositati nei conti correnti di uno degli indagati e alcune particelle catastali per 140.999,95 euro di un immobile di pregio situato sulla sponda Bresciana del Lago di Garda che, benché formalmente intestato a terzi, è risultato nella piena disponibilità del commercialista roveretano.

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