Val di Fassa: dopo la foto dell'affollamento oggi file ordinate con mascherine e distanze

Polizia Locale ed impiantisti vigilano sulle code in un'estate "anomala" anche dal punto di vista dei flussi turistici: "Mai visto un pienone del genere"

File ordinate, mascherine e distanziamento. Dopo la foto circolata in rete della coda di turisti in attesa della navetta per la Val Duron, una delle mete più famose della Val di Fassa, Polizia locale e gestori degli impianti hanno messo in campo uno sforzo ulteriore per gestire situazioni "a rischio" in un'estate anomala per due ragioni, di segno opposto: da una parte il post-emergenza covid che vede ancora in vigore alcune restrizioni o anche semplici regole di buon senso, dall'altra una presenza turistica mai vista, superiore agli anni "normali".

Questione di buon senso

"Mai vista un'affluenza del genere - spiega il comandante della Polizia Locale della Val di Fassa Gianluca Ruggiero -. Se da un lato c'è molta soddisfazione dall'altro si cerca anche un po' di buon senso da parte di chi è qui in vacanza". Far convivere queste due cose non è facile e le amministrazioni comunali sono subito corse ai ripari: oggi a vigilare sulle file c'erano gli agenti della Polizia Locale e gli impiantisti hanno mandato gli operatori a gestire le file agli impianti di risalita. Mascherina e metro di distanza: il messaggio è sempre lo stesso. Stampato sui cartelli e perfino scandito coi megafoni. La collaborazione, spiega il comandante, è stata molto alta.

Certo, è strano dover ribadire quelle che dovrebbero essere ormai delle norme di buon senso. Anche se l'obbligo vero e proprio, per quanto riguarda la mascherina, scatta solamente alle 18 in zone particolarmente affollate. Durante il giorno mantenere almeno le distanze dovrebbe esser una questione di rispetto per sè e per gli altri. Ma non è facile ricordarsi del virus, soprattutto quando si è in vacanza il luoghi paradisiaci come le Dolomiti. A quanto se ne s nessuno dei sindaci della valle ha pensato di imporre l'obbligo, come a San Candido ed al Lago di Braies, della mascherina 24 ore su 24.

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"Mai vista un'estate così"

Oltre alle questioni legate al contagio le scene viste in Val di Fassa, ma anche nelle altre vallate dolomitiche dell'Alto Adige e del Veneto, stupiscono in generale per la quantità di persone che hanno scelto la montagna come meta di queste vacanze un po' "anomale". Sulla statale 48 code ed ingorghi sono all'ordine del giorno, almeno tra Moena e Canazei, così come le file al'ingresso di seggiovie e cabinovie, o gli affollamenti nelle aree pedonali. Una situazione che certamente è motivo di soddisfazione per il comparto turistico. Ciò che si chiede è però la collaborazione dei visitatori: così come il personale delle strutture ricettive è particolarmente attento e rigoroso verso le norme anti-covid, sarebbe auspicabile che vi fosse la stessa attenzione da parte di chi si trova in Trentino in vacanza. 

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