Ciccolini a processo con rito abbreviato per l'omicidio di Lucia Bellucci

I legali dell'indagato, reo confesso dell'omicidio di Lucia bellucci, chiedono il rito abbreviato che potrebbe comportare la riduzione di un terzo della pena e ipotizzano una condanna inferiore a 14 anni. Si costituisce "parte offesa" l'associazione veronese "Isolina"

simile

La Procura di Trento ha chiuso le indagini sull'omicidio di Villa Rendena per il quale è accusato, in carcere, l'avvocato veronese Vittorio Ciccolini che nella notte dello scorso 9 agosto ha ucciso la sua ex Lucia Bellucci di 31 anni colpendola al cuore con un coltello che aveva con sè.

Un caso di folle gelosia, avrebbe spiegato lo stesso indagato, ma preparato con accuratezza come rivelano due lettere spedite dal reo confesso ai familiari della vittima. Conosiutisi in vacanza in Tunisia, i due avevano avuto una relazione altalenante per qualche anno: per lei la storia era finita ma non per lui che ora, a giustificazione di questa sua convinzione, ha esibito la ricevuta di una notte in hotel a Senigallia lo scorso 19 agosto, qualche settimana prima dell'omicidio. Una notte passata insieme secondo Ciccolini, durante la quale peròLucia gli avrebbe detto di avere un altro uomo.


E' stato forse in quelle settimane che il 45enne veronese ha premeditato l'irreversibile gesto, se è vero che due giorni prima dell'omicidio, come testimoniano alcune tracce di pagamento con bancomat, ha acquistato in un negozio specializzato della sua città la baionetta da marines (nella foto, simile) con una lama di 20 cm con la quale ha poi messo fine alla vita di lei.


Per i suoi difensori l'avvocato, con la formula di rito abbreviato e se otterrà la buona condotta in carcere, potrebbe vedersi scontata la pena a 14 anni o meno. L'accusa punta a dimostrare la premeditazione del gesto, e quindi l'aggravante rispetto al semplice omicidio, basandosi sulle stesse dichiarazioni confessorie dell'indagato all'indomani dell'arresto e sugli elementi emersi nel corso delle indagini: le lettere, l'arma del delitto, il cellulare di lei ritrovato a bordo dell'autostrada.


La famiglia della vittima è invece seguita dall'avvocato Giulia Bongiorno, co-fondatrice assieme alla showgirl Michelle Hunziker, della Fondazione Doppia Difesa, dedicata alla difesa delle donne e supportata da testimonial di eccezione del mondo dello spettacolo e dello sport. Alla "parte offesa" del processo si sono associate anche 18 persone dell'associazione veronese "Isolina e..." dedicata al nome di una cittadina uccisa da un capitano dell'esercito nel 1900.

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Questo a sottolineare, come già testimoniano il lutto cittadino e la grande folla ai funerali di Lucia a Pergola nelle Marche, l'eco che questo omicidio ha avuto nella coscienza collettiva. "Anche nell’omicidio di una persona ci sono interessi che non sono individuali, vogliamo sottolineare l’interesse collettivo che la vicenda ha avuto e amplificare quella cultura che porta poi ad azioni politiche di contrasto al fenomeno" ha dettol'avvocato Vincenzo Tedesco che ha presentato la dichiarazione di parte offesa alla Procura di Trento. 

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