Ciccolini aveva già descritto l'omicidio nelle lettere trovate nel suo studio

Spuntano due lettere trovate nello studio legale dell'avvocato veronese accusato dell'omicidio dell'ex fidanzata. Nel testo lei lo avrebbe ucciso metaforicamente rompendo la relazione e lui avrebbe compiuto il gesto concreto. Verifiche sulle lettere mentre si cercano il coltello ed il cellulare dell'indagato

fac-simile di raccomandata

IL CASO

"Un caso drammaticamente attuale, proprio adesso che stiamo per avere nuovi strumenti per la tutela delle donne, non solo per il reato di stalking ma anche per quanto riguarda i maltrattamenti e le violenze domestiche” ha detto il procuratore Giuseppe Amato a margine della presentazione dell’operazione che ha portato al fermo di Vittorio Ciccolini, l’avvocato veronese accusato di aver strangolato ed accoltellato la sua ex-fidanzata Lucia Bellucci. La ricostruzione si basa anche sulle “ampie e circostanziate dichiarazioni confessorie” che lui stesso ha rilasciato ieri in interrogatorio.

Si erano conosciuti nel 2008 in Tunisia, una relazione con alti e bassi durata alcuni anni. L’estate scorsa lui era andato a trovarla a Madonna di Campiglio, dove Lucia, originaria di Pergola nelle Marche, si era stabilita per lavoro. Poi ha vissuto all’estero per un certo periodo, durante il quale pare che la relazione, almeno per lei, si fosse spenta. In questi giorni avrebbe dovuto prendere servizio di nuovo a Madonna di Campiglio come addetta al centro benessere di un albergo di lusso. Venerdì sera però lui l’ha raggiunta in Trentino, portata a cena e poi, appartati in macchina in una strada poco battuta, avrebbe compiuto quel gesto irreversibile.

LE LETTERE

Un gesto che non sembra frutto del momento bensì pianificato e che Ciccolini avrebbe addirittura descritto in due lettere indirizzate "a persone molto vicine alla vittima". Talmente pianificato che le copie di entrambe le lettere, scritte a computer e datate 7 agosto, sono state rinvenute, e sequestrate, nel suo studio a Verona e secondo quanto emerso nell’interrogatorio sarebbero state spedite, dopo l’omicidio, per raccomandata con ricevuta di ritorno. Sono in corso gli accertamenti per verificare se le missive siano state effettivamente spedite e recapitate, cosa che al momento non risulta. Il contenuto però ha portato alla formulazione dell’ipotesi di premeditazione: si tratta di due testi molto articolati, in cui è descritto il rapporto, altalenante, tra i due. Si parla di un “omicidio morale” di lei nei confronti dell’ex-fidanzato, secondo le parole del Procuratore, ovvero metaforico in relazione ad un altro omicidio, ben più concreto, che Ciccolini paventava di mettere in pratica. 

IL COLTELLO

Non costituirebbe elemento a favore della premeditazione il coltello che l’uomo aveva con sé. L’autopsia, che verrà presumibilmente eseguita oggi all’ospedale di Verona, potrà dire se è stata l’arma bianca a causare la morte della vittima oppure lo strangolamento, in ogni caso il fatto che Ciccolini avesse a bordo della sua BMW un’arma da taglio comporta solamente l’aggiunta di una terza accusa, quella di porto abusivo di coltello, a quelle di omicidio aggravato e occultamento di cadavere. Il coltello sarebbe stato gettato, così come il cellulare dell’avvocato e quello della ragazza, quest’ultimo ritrovato sabato dai Carabinieri lungo la statale 12 vicino ad Ala.

Sempre secondo le confessioni dell’indagato il fatto è avvenuto venerdì sera, quindi due giorni prima della denuncia di scomparsa, dopo la cena al ristorante Mezzo Soldo di Spiazzo Rendena. Lo stesso ha dichiarato di aver pensato di togliersi la vita a sua volta dopo aver commesso il gesto brutale, e per un po’ ha guidato senza meta rimanendo in zona. Poi con il corpo dell’ex-fidanzata sul sedile posteriore della macchina Ciccolini ha raggiunto Verona nella notte. Lasciato l’auto nel garage della madre ha raggiunto lo studio legale, dove è stato trovato un biglietto con la scritta “perdonatemi” e per due giorni ha vagato in città e in periferia, dormendo all’aperto anche se sembra abbia preso anche una stanza in albergo, e chiedendo passaggi a persone sconosciute per muoversi. I carabinieri lo hanno trovato sull’argine dell’Adige in una zona limitrofa al centro storico. Non ha opposto resistenza, tranne per un minimo tentativo di fuga, ed è stato quindi tratto in stato di fermo di cui è stata richiesta oggi la convalida. Smentita invece la notizia riportata da alcuni media che Ciccolini fosse statoprecedentemente denunciato per stalking.

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