Ancora zero casi in Trentino, confronto Stato-Regioni sulle discoteche

Appuntamento telematico con Roma e tutte le Regioni italiane per decidere la chiusura delle sale da ballo

Un altro giorno con zero contagi in Trentino, dove però i tamponi, complice il Ferragosto, sono stati meno di un terzo della media: 453. In Alto Adige, dove ieri i tamponi sono stati 1.463, si sono registrati 9 casi. Anche i governatori delle due province autonome, Fugatti e Kompatscher saranno sentiti lunedì 17 agosto, all'indomani del weekend ferragostano, per discutere al nuovo "fronte" aperto in quest'estate post-emergenza: le discoteche. 

Nuova ordinanza: ballo vietato in tutti i locali

Dopo il pressing del Governo, alcune Regioni - Veneto ed Emilia Romagna - hanno già limitato gli accessi alle discoteche, tra le proteste dei gestori, mentre la Basilicata ne aveva vietato l'attività, seguendo l'esempio della Calabria. Di segno opposto la politica adottata in Alto Adige, dove l'apertura era stata anticipata, seguito poi dal Trentino. La riapertura delle discoteche non è mai stata autorizzata dal governo, come risulta dai Dpcm, ma è sempre stato detto di valutare l'apertura in base alla condizione epidemiologica delle Regioni.

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Protestano, naturalmente, i gestori. “Come è possibile che le discoteche sono l'unico posto dove si possa contrarre il coronavirus? - chiede Maurizio Pasca, presidente dell'Associazione Italiana Imprese di Intrattenimento Ballo e Spettacolo -. Negli anni ci hanno accusato di essere responsabili delle stragi del sabato sera, poi di dare da bere ai minorenni o ora ci accusano di essere veicolo di trasmissione del virus. C'è una campagna stampa contro di noi ogni giorno”. “Le nostre aziende danno lavoro a 50mila persone con un fatturato annuo di 4 miliardi -aggiunge Pasca- e paghiamo tasse per 800 milioni l'anno e abbiamo l'Iva al 22% e una pressione fiscale del 48%. Lo Stato vuole che chiudiamo? Allora ci dia soldi a fondo perduto per affrontare il futuro”.

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