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Cgil in "procedura di conflitto" con Poste Italiane

Vertenza sindacale per l'azienda ex-statale: le ragioni della mobilitazione sono i ritardi ed i disservizi ai cittadini ma anche la carenza cronica di personale in vista delle nuove strategie aziendali. La segretaria della Slc - Cgil del trentino annuncia la "procedura di conflitto"

Vertenza sindacale, o meglio "procedura di conflitto", del sindacato Slc - Cgil nei confronti di Poste Italiane. I motivi che hanno portato all'avvio della procedura nei confronti dell'azienda, privata, nazionale sono di tipo sindacale (cronica carenza di personale) ma anche a favore di tutti i cittadini (ritardi e disservizi). Le due questioni sono naturalmente collegate da un rapporto di causa ed effetto: "In provincia Poste Italiane opera con circa 1.050 dipendenti - spiega Claudia Loro, segretaria generale del sindacato delle comunicazioni - di questi poco meno di 500 sono addetti al servizio di recapito e di logistica e 500 sono dirigenti, quadri, impiegati e addetti alle attività finanziarie. Si tratta di un organico in sofferenza cronica. Se è vero che l'estate i disservizi aumentano causa i periodi di ferie, è altrettanto vero che, soprattutto sul versante dei recapito, le difficoltà ormai sono presenti tutto l'anno".

Per ovviare al problema le Poste starebbero mettendo in atto pratiche organizzative improprie. Il sindacato denuncia: "Per esempio viene incentivato l'abbinamento di più zone di recapito per un singolo portalettere nel medesimo orario di lavoro invece di provvedere a nuove assunzioni, con il rischio che la qualità del servizio peggiori. Inoltre, le cosiddette scorte - ossia il contingente di personale assunto stabilmente per coprire assenze e malattie lunghe (si tratta di circa 14 addetti ogni 100) - vengono ormai utilizzate come organico strutturale, facendone venire meno le funzioni di sostituzione e creando quindi vuoti momentanei di servizio, non imputabili ai singoli dipendenti, quanto alla ristrettezza del numero di addetti".

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