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Precari dell'ente pubblico: "salvi" in 400 ma solo per un anno

I lavoratori a tempo determinato, nelle case di riposo, nei Comuni e nei musei provinciali sono circa 400. Arriva in extremis la proroga del contratto. "Soluzione temporanea, serve uno strumento legislativo"

Resta alta l'attenzione della Fp Cgil sul destino dei precari dell'ente pubblico. Sono circa 400 in Trentino i lavori con contratto a tempo determinato che hanno come datore di lavoro un ente pubblico: molti nelle case di riposo,, ma anche nei Comuni, spesso per percorsi didattici, così come nei musei provinciali, uno su tutti il Muse, che ha annunciato il ricorso ad un appalto esterno per tutto il personale.

Lavoratori sparsi in varie istituzioni, scrive Giampaolo Mastroguiseppe del sindacato di via Muredei, ma se fossero tutti insieme la situazione sarebbe paragonabile "a quella di una multinazionale che manda a casa 400 persone". Il problema nasce con il Job's Act che ha introdotto la proroga per chi lavora da più di 36 mesi. La proroga è arrivata allo scadere dell'anno: "salvi" molti dei 400 lavoratori in questione, ma solo per un anno. 

«Una soluzione solo temporanea, niente di più. Serve un intervento legislativo che non è ancora arrivato. Tra due giorni sarà approvata la Finanziaria e ci rivolgiamo a tutti gli attori coinvolti in questo passaggio: si trovi nell’immediato la copertura per garantire lo svolgimento di questo anno di lavoro, ma poi si trovi una soluzione strutturale» conclude la nota.

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