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Concorso Comunità di valle. La Fp Cgil ricorre al giudice del lavoro

La Fp Cgil del Trentino ricorre al giudice del lavoro contestando alla Provincia la condotta antisindacale nella gestione della selezione per coordinatori del settore pianificazione delle Comunità di Valle

La Fp Cgil del Trentino, assistita dall’avvocato Maria Cristina Osele, ricorre al giudice del lavoro, contestando alla Provincia la condotta antisindacale (art. 28 dello Statuto dei Lavoratori) nella gestione della selezione per coordinatori del settore pianificazione delle Comunità di Valle. Infatti nessuna organizzazione sindacale, né molti lavoratori degli enti locali interessati erano a conoscenza di questo bando.

La vicenda ha inizio il 23 novembre scorso, quando non appena sapauto della pubblicazione del bando, la Fp Cgil ha inviato alla provincia una prima di richiesta di sospenzione del medesimo e la convocazione di tutti i sindacati rappresentativi del comparto autonomie locali.
 
In seguito, non avendo ricevuto nessuna risposta in merito, La Fp Cgil ha inviato una formale diffida alla quale è stata data risposta dall’assessore provinciale al personale Mauro Gilmozzi, il quale non si dimostrava però disponibile a tornare sui propri passi, confermando anzi il percorso iniziato.
Il 6 dicembre la Fp Cgil è tornata alla carica, dichiarando che se fosse stato necessario sarebbe passata alle vie legali.. Successivamente, quando il bando era ormai scaduto, c’è stato un incontro tra la Fp Cgil e l’assessore Gilmozzi, assistito dai dirigenti provinciali Gentile e Fedrigotti. Anche in questa occasione l'amministrazione provinciale ha riconfermato l’intenzione di proseguire nella selezione, negando quindi il percorso previsto dal contratto collettivo per quanto riguarda la partecipazione sindacale.
 
Dopo essersi sempre dichiarata disponibile al dialogo per riaprire il confronto sull’argomento, e dopo le numerose richieste di rettifica, la Fp Cgil ha trovato solo porte chiuse da parte della Provincia, sebbene il sindacato non chiedesse altro che venissero rispettate le regole concordate con la Provincia stessa in protocolli, accordi e contratti.
 
Da qui l’esigenza di far partre un’azione legale. "A nostro giudizio - dichiara il segretario generale della Fp Cgil del Trentino, Giampaolo Mastrogiuseppe - la selezione è sbagliata sotto ogni profilo. Viola accordi sindacali e probabilmente dettati costituzionali, mette in seria discussione i rapporti di reciproco affidamento con le controparti, prevede corsie preferenziali per taluni dipendenti e non ha messo tutti i lavoratori, potenziali interessati al bando, nelle stesse condizioni di partenza poiché la maggior parte non sapeva nulla ed è venuta a conoscenza dell’indizione solo dopo la nostra diffida di dicembre grazie anche all’attenzione che la stampa ci ha riservato", conclude il sindacalista.
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