Scienze Cognitive a Rovereto, non solo ricerca: 142 persone in cura da inizio anno

Al CeRiN di Rovereto la ricerca si applica alla cura grazie ad un team di medici, ricercatori e riabilitatori

Memoria, attenzione, linguaggio: facoltà cognitive oggetto di ricerche scientifiche, ma anche deficit che, proprio grazie alla ricerca, possono essere limitati e superati. Il Centro di Riabilitazione Neurocognitiva (CeRiN) dell’Università di Trento con sede a Rovereto coniuga ricerca e cura. Da anni il CeRiN si occupa della diagnosi e della riabilitazione dei disturbi linguistici e cognitivi causati da lesioni cerebrali. Solo nei primi mesi del 2017 (tra febbraio e maggio) sono state 142 le persone in trattamento, provenienti soprattutto dai reparti dei neurologia e geriatria degli ospedali di Trento e di Rovereto, ma anche dai vari distretti e in piccola parte da fuori provincia. Una soglia di accesso che però si può ulteriormente aumentare: con qusto obiettivo ieri la nuova direttrice clinica del CeRiN, Costanza Papagno si è riunita con i vertici dell'Università e dell'Apss, alla presenza dell'assessore alla salute Luca Zeni. Fondamentale il ruolo dell'Azienda sanitaria: l’accesso alla struttura avviene infatti tramite richiesta di un neurologo, fisiatra o geriatra convenzionati con l’APSS, per casi che non necessitano il ricovero. 

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