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Lunedì, 24 Gennaio 2022
Cronaca

"Sara Pedri come un agnello in mezzo ai lupi"

Depositata la perizia di parte. Gli ultimi messaggi della ginecologa: "Sono un morto che cammina"

"Sara Pedri si è ritrovata come un agnello in mezzo ai lupi, ed ha finito per essere sbranata dalla violenza di chi si è avventato contro di lei". Così la psicologa Gabriella Marano descrive la situazione della ginecologa forlivese in servizio all'ospedale Santa Chiara di Trento, della quale non si hanno più notizie dallo scorso 4 marzo.

La perizia della dottoressa Marano, in tutto 119 pagine per ricostruire il profilo psicologico e comportamentale di Sara, è stata depositata in procura lo scorso 28 dicembre dall'avvocato Nicodemo Gentile, che rappresenta la madre della donna. Il documento si basa sull'analisi delle conversazioni, dei messaggi, delle mail di Sara Pedri: "Sono un morto che cammina. Questa volta non ce la farò" aveva scritto la donna poco prima di far perdere le sue tracce.

Secondo la psicologa, Sara è stata vittima di mobbing, più specificatamente di quick mobbing: "Comportamenti vessatori frequenti e costanti, posti in essere con lo scopo (quand'anche inconsapevole) e l'effetto di violare la sua dignità di donna e lavoratrice, e di creare, intorno a lei, un clima intimidatorio, ostile, degradante, umiliante ed offensivo, che ha minato, data l'eccezionalità e la violenza della portata, il suo equilibrio in poco più di 3 mesi, generando in lei un vero e proprio disturbo: Disturbo Post Traumatico da Stress, con sintomi ricorrenti riconducibili anche al criterio della Depersonalizzazione" si legge nella perizia.

Tutte le notizie su Sara Pedri

L'ambiente di lavoro nel reparto di ginecologia del Santa Chiara di Trento, sostiene la consulente di parte, aveva indotto Sara "a vivere un dolore estremo che, nella sua mente, era diventato intollerabile, insopportabile, inaccettabile. Tanto che la morte è diventata per lei sollievo e serenità". Secondo la psicologa infatti è "prossimo alla certezza che Sara Pedri si sia tolta la vita".

Non solo: "Il supertestimone di questa cronaca appena esposta è proprio lei, Sara, che ha parlato attraverso gli appunti lasciati in casa, le e-mail inviate e non, le telefonate, le confidenze, gli sfoghi, le lacrime versate con le persone a lei più care, e soprattutto attraverso le migliaia e migliaia di messaggi e di vocali che coprono intensamente gli ultimi tre anni della sua vita. Tutto quanto appena scritto rappresenta in questa vicenda la Stele di Rosetta, la cui attenta decifrazione ha riportato alla luce, scolpito nella roccia, il decreto di morte di Sara" conclude la psicologa.

Per la vicenda sono indagati per presunti maltrattamenti l'ex primario del Santa Chiara Saverio Tateo e la sua vice Liliana Mereu. Il 7 febbraio la prima udienza.

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