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Trovato dopo una setimana il corpo del turista precipitato alle cascate di Fanes

Negli ultimi giorni era stata valutata la possibilità di deviare il torrente, oggi il tragico epilogo delle ricerche

Fine delle ricerche: è stato trovato dopo una settimana il corpo di Alfonso Maria Lostia, il 38enne precipitato il 14 agosto scorso alle cascate di Fanes, non lontano da Cortina, nelle Dolomiti bellunesi. Nuclei specializzati dei Vigili del Fuoco e del Soccorso Alpino hanno scandagliato per giorni il corso dell'impetuoso torrente dove il turista romano, in vacanza con la moglie, era precipitato scivolando dal sentiero. 

Forse una disattenzione fatale o la pioggia che in quel momento imperversava in zona potrebbero averlo fatto scivolare nella pozza d'acqua gelida della cascata. La prima a chiamare i soccorsi era stata la moglie, presente con lui al momento del drammatico incidente. I soccoritori, tempestivamente arrivati sul posto, per ben sette giorni non sono riusciti a recuperare il corpo dell'uomo.

Nelle ultime ore si stava valutando di deviare a monte il corso del torrente poi, nella mattinata di venerdì 21 agosto, è arrivata la svolta quando la salma del 38enne è riemersa dal fondo del catino della cascata. Senza la necessità si ulteriori interventi il corpo è ritornato naturalmente in superficie e si è fermato tra le rocce poco fuori della vasca, individuato dai tecnici del Gruppo forre del Soccorso Alpino Veneto. 

"Un presidio quotidiano ha monitorato il corso del Fanes - scrive il Soccorso Alpino -  e setacciato più volte fino al Boite, diversi tecnici sono entrati nella vasca costretti a fermarsi per il rischio troppo elevato, sono stati utilizzati i droni e una telecamera subacquea. . In questi giorni hanno preso parte alle operazioni il Soccorso alpino di Cortina, il Gruppo forre e speleosub del Soccorso alpino e speleologico Veneto, i Vigili del fuoco con nucleo Saf e sommozzatori, i soccorritori del Sagf, i Carabinieri. Il primo giorno era stata effettuata una ricognizione da parte dell'elicottero dell'Aiut Alpin Dolomites di Bolzano". 

Subito recuperata dal Soccorso Alpino  la salma è stata poi presa in carico dall'elicottero del Suem di Pieve di Cadore e trasportata in località Fiames, per essere affidata al carro funebre alla presenza della Guardia di Finanza e portata nella cella mortuaria, per poter essere finalmente pianta dai familiari. 

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