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Assistenza sanitaria ai detenuti: "Invece che potenziarla è stata ridotta"

"Il fatto che a Trento il personale di polizia penitenziaria si trovi quotidianamente a dover valutare, senza averne le competenze, se e quando richiedere l'intervento del medico, "costituisce una disparità di condizioni rispetto al resto d'Italia"

Carenza di assitenza medica all'interno del nuovo carcere di Spini di Gardolo, a Trento. La denuncia è di Andrea Mazzarese, delegato sindacale del Sinappe. "Invece di essere potenziata, l'assistenza sanitaria è ora limitata addirittura ad una copertura giornaliera di 11 ore di presenza medica nei giorni feriali e a 14 ore di copertura del servizio infermieristico - afferma Mazzarese -. Questo, poi, solo sulla carta, in quanto ci è stato segnalato che spesso la presenza del medico risulta nettamente inferiore in termini di orario rispetto a quanto dichiarato e depositato in direzione". 

Secondo Mazzarese, il fatto che a Trento il personale di polizia penitenziaria si trovi quotidianamente a dover valutare, senza averne le competenze, se e quando richiedere l'intervento del medico in un Istituto che ospita circa 300 detenuti, "costituisce una disparità di condizioni rispetto ai colleghi che lavorano in Istituti delle stesse dimensioni nel resto d'Italia, disparità che espone il personale ad un ulteriore stress lavorativo, oltre che a rischi di vario genere ed ad un'assunzione di responsabilità non prevista e non dovuta". 

Inoltre, spiega il delegato del Sinappe, che nei giorni festivi sia "garantita una pronta disponibilità medica attivata su chiamata dell'infermiere" (dell'infermiere solo dalle 7 alle 21, nelle altre 10 ore, le più rischiose, su chiamata dell'agente di polizia penitenziaria!) e che tale modalità sia adottata presso i reparti dell'ospedale di Trento sprovvisti di una guardia medica attiva, non ci sembra affatto rassicurante. In quanto nell'ospedale un medico è sempre immediatamente reperibile, magari nel reparto adiacente, mentre non è così. Inoltre completamente diversa è la tipologia dei pazienti e diverso il rischio di suicidi ed episodi di autolesionismo".

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