Carcere ancora senza telecamere dopo la rivolta, gli agenti: "Potrebbe succedere ancora"

La denuncia del sindacato della Polizia Penitenziaria: "Ad un mese dalla rivolta non ancora ripristinate le videocamere danneggiate"

Nella rivolta scoppiata nel carcere di Trento in seguito, purtroppo, al suicidio di un detenuto sono state distrutte le telecamere di videosorveglianza e le lampade dei corridoi di un'intera sezione, la numero 5. Lo riferisce il sindacato di polizia Sinappe in una lettera al Provveditore del Triveneto Enrico Sbriglia.

Il sindacato denuncia, ancora una volta, la precaria situazione di lavoro degli agenti costretti ad utilizzare un faretto per illuminare, malamente, il corridoio. Da oltre un mese si attende il ripristino dell'illuminazione e del circuito di videosorveglianza.

Il pericolo che ciò che è accaduto a dicembre si ripeta c'è. Il Sinappe rriferisce di un tavolo di confronto sulla rivolta durante il quale "particolare attenzione è stata data alla valutazione dei rischi ancora esistenti, di possibili azioni violente da parte dei numerosi detenuti che hanno partecipato attivamente alla rivolta, rimasti nell’istituto trentino, nei confronti del personale di Polizia Penitenziaria in servizio".

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