menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Dal carcere arriva lo zafferano bio per la birra

Un progetto che dà lavoro a sei detenuti regolarmente assunti frutto della collaborazione con la cooperativa La Sfera, che ha avviato un progetto di agricoltura sociale all'interno del penitenziario di Spini coltivando 7 mila metri quadri di terreno

Settemila metri quadri di terreno coltivati a Zafferano. Dal carcere di Spini di Gardolo arriva lo zafferano biologico per aromatizzare la birra “Zafferana" prodotta da un agrobirrificio locale per la micro filiara "Galeorto".

Un progetto che dà lavoro a sei detenuti,regolarmente assunti con contratto a tempo determinato, frutto della collaborazione con la cooperativa La Sfera, che ha avviato un progetto di agricoltura sociale all’interno del penitenziario.

L’esperienza, avviata nel 2015 e proseguita nel 2016, ha visto i sei detenuti impegnati nella coltivazione delle ampie aree verdi presenti all’interno della struttura penitenziaria. La squadra di carcerati, coordinata dai tutor della cooperativa, si è cimentata nella coltivazione biologica di cavoli, erbe aromatiche e zafferano.

Per dare continuità al progetto di agricoltura sociale e creare nuove opportunità di lavoro all’interno della Casa Circondariale, è nato Galeorto, il brand che contraddistingue materie prime e prodotti di qualità realizzati nell’ambito progetto.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Apre il primo drive through vaccinale a Trento

Ultime di Oggi
  • Attualità

    Covid, il governo al lavoro per le riaperture: il piano

  • Meteo

    Nevica sul Monte Bondone

Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

TrentoToday è in caricamento