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Guardia di finanza

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Caporalato nelle campagne Trentine, Zabbeni di Flai: "Grave situazione di sfruttamento"

"Bene l’azione della Guardia di Finanza. Serve maggiore responsabilità e più cultura della legalità", ha detto il segretario

"Quanto emerso dalle indagini condotte dalla Guardia di Finanza di Trento sul caso di caporalato scoperto nell’Alto Garda ha svelato una grave situazione di sfruttamento dei lavoratori, ma anche di evasione fiscale e norme aggirate ad arte. Tutto ciò desta profonda preoccupazione oltre che sconcerto per il numero rilevante di lavoratori coinvolti". Queste le parole del segretario della Flai del Trentino, Maurizio Zabbeni, dopo la scoperta della Guardia di finanza sui 200 lavoratori sfruttati nelle campagne trentine.

"Alle Fiamme Gialle - continua Zabbeni - va il nostro ringraziamento per avere scoperto una vera e propria organizzazione criminale, che purtroppo ha trovato terreno sensibile anche sul nostro territorio”. Le indagini, durate due anni, sono state avviate dagli agenti della polizia municipale dell’Alto Garda dopo che a bordo di un furgoncino fermato erano stati trovati 25 lavoratori in condizioni precarie.

Rischio caporalato in Trentino

“Anche se con numeri inferiori i fatti coinvolgono anche imprese agricole trentine e dimostrano, purtroppo, quanto più volte abbiamo ribadito anche alla luce dei risultati delle indagini ispettive condotte dall’Inps – insiste Zabbeni – e cioè che esiste un rischio più che concreto di caporalato e sfruttamento dei lavoratori anche sul nostro territorio. Il numero ridotto di casi non può, infatti, assolvere nessuno dalle responsabilità per avere sfruttato la manodopera di persone sicuramente in situazioni di bisogno. Purtroppo le organizzazioni criminali si organizzano in modo sempre più raffinato e speculando sul costo del lavoro, riescono a coinvolgere anche le imprese che evidentemente vigilano non a sufficienza sul rispetto delle norme. Riteniamo che vadano rafforzate le misure ispettive a tutela dei lavoratori e delle stesse aziende oneste, e nello stesso tempo tutti dobbiamo investire con maggiore convinzione sulla cultura della legalità sul lavoro”.

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