Cannabis Light, parla la titolare del negozio di Trento: "Ecco cosa vendiamo qui"

Preoccupata la titolare di uno dei negozi autorizzati di Trento: "Non sapevo se aprire o no, ho pianto. Qui si vende la "parte buona" della canapa"

"Non sapevo se aprire o no, ieri sera ho pianto". La titolare del negozio Cannabis Store Amsterdam di Trento questa mattina ha alzato le serrande come sempre, ma la decisione è stata sofferta. La sentenza della Corte di Cassazione parla chiaro (o quasi, leggi più avanti): "costituiscono reato le condotte di cessione, di vendita e in genere la commercializzazione al pubblico, a qualsiasi titolo, dei prodotti derivati dalla coltivazione della cannabis sativa, salvo che tali prodotti siano privi di efficacia drogante".

Chiaro mica tanto, come detto. La dicitura di "efficacia drogante" è quantomeno sibillina, e la vera battaglia per i negozi di cannabis light come quello di via Prima Androna di Borgo Nuovo, nel pieno centro storico della città. "Non è una legge, è una sentenza - dice la titolare - quindi non si capisce cosa succederà ora. Da più parti si dice di non preoccuparci, di andare avanti, ci sono anche avvocati che hanno studiato la questione, ma dall'altra parte so di colleghi in altre regioni che sono stati contattati dai vigili i quali hanno intimato di non aprire".

Cannabis light: tutto quello che c'è da sapere sul caso

Il riferimento è a studi legali specializzati cme quello dell'avvocato Lorenzo Simonetti (clicca qui), che ha pubblicato un articolo sulla sentenza della Cassazione definendo "paradossale" la decisione. Per capire meglio questo paradosso bisogna chiarire bene cosa si vende nei Cannabis store come quello di Trento. "Si vendono prodotti con bassissimo contenuto di THC, attorno allo 0,2%, ma con alte percentuali di CBD - spiega la titolare - in pratica possiamo dire che questa è la "parte buona" della canapa, quella che rilassa, senza avere il principio attivo che la rende illegale".

E' infatti il THC, il delta-9-tetraidrocannabinolo. Comunemente il THC è ritenuto il principio attivo "drogante", per usare le parole della Cassazione, della cannabis. In Olanda i produttori di canapa hanno selezionato delle piante in grado di produrre infiorescenze con bassissimi contenuti di THC, sotto alla soglia che definisce il prodotto come psicotropo, isolando un altro principio attivo, fino a pochi anni fa sconosciuto nelle tabelle tossicologiche del Ministero: il CBD.

Due piante non sono reato: caso trentino in Cassazione

La scoperta è stata, naturalmente, un piccolo successo e in Italia il giro d'affari è stimato attorno ai 44 milioni di euro l'anno. A Trento il Cannabis Store Amsterdam è stato aperto nel settembre 2017. Provocò naturalmente polemiche, ed anche un'interrogazione provinciale dell'allora consigliere Civettini, ma sugli scaffali, tra birre alla canapa e magliette con la foglia a sette punte c'è anche una targa che attesta il contributo concesso dalla Provincia autonoma di Trento al negozio, per attraverso un bando dedicato all'imprenditoria innovativa.

Cosa si vende nel negozio

Nel negozio si trova di tutto: burro cacao, caramelle, biscotti, bevande, cosmetici, tutto a base di CBD, oltre all'erba vera e propria ed ai famosi derivati, oggetto della sentenza, ovvero resine simili in tutto e per tutto all'hashish. Prodotti che arrivano perlopiù dall'Olanda e che hanno tutte le autorizzazioni necessarie alla vendita. Un negozio come un altro, dunque. Con licenze, prezzi, e, cosa non da poco, un registratore di cassa che significa tasse. L'Iva è al 22% come per ogni altra merce di consumo.

"Da quando abbiamo aperto nessuno ha mai avuto problemi, anzi se le persone tornano è perchè si sono trovate bene - prosegue la titolare - proprio questa mattina è venuta una signora di una certa età, consigliata dal medico. Ripeto: è come se fossimo un'erboristeria, ci sono persone che vengono qui anche per curarsi. Io per prima ho eliminato tutte le medicine da un anno. Ci sono persone che hanno avuto brutte esperienze con il THC, con la marijuana illegale. Crisi di panico, ansia: hanno provato la cannabis light e naturalmente è tutta un'altra cosa".

Cannabis light e cannabis medica

Sugli aspetti medici occorre precisare che la cannabis light non è quella coltivata e somministrata, anche in Trentino Alto-Adige, per scopi medici, che non è "light" per niente. La cannabis per uso medico ha percentuali di THC più alte, ma è coltivata e soprattutto somministrata sotto strettissima sorveglianza del Ministero e delle Aziende sanitarie. Nonostante questo "è capitato che venissero qui persone mandate dal medico, o perfino medici in prima persona - spiega la titolare - anche persone malate di morbo di Parkinson o di Alzheimer".

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Lo scopo "ricreativo" naturalmente c'è. E piace molto ai trentini: "vengono qui più che altro adulti, i ragazzi purtroppo no, dico 'purtroppo' perchè poi si rivolgono più che altro al mercato illegale". Una "moda" che come detto ha creato un piccolo business. Un'attività economica, apparentemente come tutte le altre, che rischia di chiudere i battenti. "E io ora come lo pago l'affitto?" dice senza mezzi termini la titolare. "Il prossimo passo molto probabilmente sarà produrre cannabis a THC zero ma nel frattempo non capiamo come dobbiamo comportarci". 

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